Trovare il giusto accordo tra le esigenze turistiche e commerciali dei gestori dei lidi e l’impatto ambientale delle strutture. L’ipotesi attualmente sul tavolo della Regione, per poter coordinate Pptr (il piano paesaggistico territoriale) con le strutture necessarie per i lidi e le spiaggie sarebbe l’ipotesi di imporre agli operatori balneari la rimozione delle strutture amovibili a fine ottobre. In contrasto, però, c’è l’ordinanza che consente agli operatori di destagionalizzare il lavoro dei lidi, e quindi di lavorare per tutto l’anno, anche al di fuori del limite di ottobre previsto.
Nel dibattito interviene il consigliere regionale di Conservatori e Riformisti Francesco Ventola: “Monta e rimonta, perché all’obbligo di avere strutture amovibili si aggiunge quello di doverle poi davvero togliere quando la stagione balneare è finita. Lo impone la Sovrintendenza che tutela il paesaggio ritenendo di dover distinguere quello estivo da quello invernale. Si potrebbero obiettare e ritenere fuori luogo, tempo e spazio coloro che sono ancorati a un’idea della salvaguardia del paesaggio decisamente datata. Ma questo non aiuterebbe gli operatori balneari che non hanno bisogno di parole ma di regole certe”.
“La Regione Puglia può e deve fare la sua parte. Intanto, perché, l’assessore all’Urbanistica, Curcuruto, ha avviato un tavolo tecnico, che speriamo metta mano anche al Piano Paesaggistico Territoriale Regionale scritto, nella passata legislatura, con la “penna” di chi ha immaginato che qualsiasi opera costruita sul mare è brutta e illegale. Mai ipotizzando che ci possa essere una progettazione improntata alla bellezza e all’idea di armonizzazione con il contesto naturale. Specie se si tiene conto che la Puglia è una regione a vocazione turistica e che l’attività deve necessariamente svolgersi prevalentemente sul mare”.
“Ma – c0nclude Ventola – la Regione Puglia può spingere, all’interno della Conferenza Stato-Regione, perché si possa cambiare una normativa nazionale che ha bisogno di essere modernizzata e snellita per farla marciare a passo con i tempi e risponda alle reali necessità degli operatori”.
Decisamente contrario allo smantellamento dei lidi è anche il segretario regionale del Pd Marco Lacarra. “Pensare di imporre agli operatori balneari la rimozione delle strutture amovibili a fine ottobre è non solo illogico, ma anche contrario allo spirito dell’ultima ordinanza balneare, che consente ai lidi di poter lavorare tutto l’anno”.
“Già nel settembre scorso, con il collega Abaterusso, abbiamo sottoscritto – ha proseguito Lacarra – un ordine del giorno per rimarcare l’atteggiamento della Sovrintendenza. Tutto nasce da una certa interpretazione del Pptr, secondo il quale il paesaggio marino invernale deve avere una connotazione diversa da quella del paesaggio estivo. Ma il concetto di ‘amovibiltà’ è cosa diversa da quello di ‘removibilità’. Serve a garantire – ha sottolineato – che le strutture sistemare in spiaggia non siano fisse come le opere in cemento. Ma questo non vuol dire che debbano necessariamente essere rimosse”. In merito all’assenza di responsabili della Soprintendenza, pur invitati, Lacarra si è detto fiducioso su “una prossima presenza dell’ente al tavolo, nel comune intento di tutelare la bellezza delle nostre coste”.











