Ieri sera, durante gli ultimi minuti di Lecce-Vicenza, un battibecco tra Majer e Meggiorini, nel quale sono volate offese nei confronti della mamma dell’attaccante vicentino, scomparsa nel 2017, e le conseguente lacrime del giocatore del Vicenza hanno fatto sì che l’episodio toccasse la coscienza di molti e rimbalzasse da questo a quel profilo social, giornale on line o profilo di opinionisti di calcio e anche no.
La seconda conseguenza è stata un movimento massiccio di utenti social, vicentini e non, che si sono scomodati per aprire il profilo instagram di Majer e augurargli infortuni, la morte, o più semplicemente etichettarlo come “merda” o appellativi simili.
Majer, dal canto suo, a partita finita, è sceso negli spogliatoi e ha chiesto scusa a Meggiorini, dopo lo ha fatto anche sui social, sottolineando che in campo può succedere di insultarsi. Del resto anche Meggiorini, qualche anno fa, è stato autore di frasi (non razziste, come lui stesso ha chiarito) offensive nei confronti di Pogba, durante un derby Torino-Juventus. Meggiorini stesso, in quell’occasione, ha sottolineato il fatto che durante le partite ciò può succedere.
Ora i punti da sottolineare sono molteplici.
Il primo è che Majer ha sicuramente sbagliato come sbaglia chi insulta qualunque persona sulla faccia della terra, tirando in mezzo parenti non presenti, che siano essi vivi o morti, a maggior ragione se non ci sono più (non è dato sapere se Majer fosse a conoscenza, ma ci sembra molto difficile, ma ciò credo che conti poco).
Il secondo è che Meggiorini e Majer, mentre noi siamo ancora a discutere su quanto accaduto, si sono già chiariti. Majer ha portato le sue scuse, si è scusato in pubblico, ed entrambi avranno capito che per quanto sia stato un atteggiamento sbagliato, ci può stare di prendersi a insulti nella foga e nella concitazione. Perché va detto, Majer urla qualcosa contro Meggiorini al 90′ dopo una partita, con la foga, il nervosismo, l’agonismo del caso.
Chi sta invece in queste ore, e veniamo al terzo punto, cercando il profilo instagram di Zan Majer per augurargli la morte o altre cose poco positive, e fa ciò a freddo e in maniera lucido, è molto molto messo peggio ed è lo specchio della nostra società pronta a imbastire un processo mediatico, vergognoso e ipocrita.
Il quarto punto su cui vorrei soffermarmi, per parlare di campo, riguarda i minuti finali del match. Le immagini, e sì perché vanno guardate le immagini, invece di parlare per sentito dire, dicono che Majer subisce un intervento duro (probabilmente fallo) da parte di un difensore veneto. Protesta con l’arbitro e prova, siamo al 90’, a perdere tempo trattenendo il pallone per favorire la sua squadra. Per risposta i giocatori veneti lo circondano e, per dirla tutta, Meggiorini muove due volte le mani verso di lui. E sì perché se vogliamo essere moralisti al 100 per 100 va detto che le parole e gli insulti sono da condannare, ma le mani vanno tenute a posto sempre.
Del resto, si può parlare e discutere di tutto. Esemplare il comportamento di Lucioni che, di fronte, ad un avversario in lacrime, si è mosso per consolarlo e coccolarlo. Così come, sicuramente, qualcun altro sarà intervenuto per stemperare gli animi.
Il mio auspicio è che il Lecce, che è sempre stato attento, durante la gestione Sticchi Damiani, alla gestione dei calciatori, e ai piccoli dettagli, tuteli Majer da questo teatrino ipocrita e messo in piedi in poche ore col solito obiettivo di sparare nel mucchio, senza alcuna consapevolezza.











