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Il Lecce batte l’Ascoli al Del Duca per 2 a 0, conquistando i primi tre punti del nuovo campionato e dimostrandosi squadra solida e quadrata. I marcatori sono Mancosu e Henderson, ma è Tachtsidis a realizzare il vero cambio di rotta di un match che si stava mettendo se non male comunque in maniera rognosa. L’ingresso del greco, oggi va riconosciuto, lo cambia complice anche lo slittamento di Mancosu sulla linea offensiva. Le buone notizie che arrivano sono davvero tante. Innanzitutto la cesella gol subiti che dice, dopo 180 minuti, 0. Poi i punti fatti: 4. Tutte le altre indicazioni arrivano dal campo. Affidabilità e sicurezza vengono garantiti da Gabriel, oggi miracoloso in un’occasione, e Lucioni; Zuta realizza la seconda prestazione generosa e coraggiosa; Henderson e Listkowski sembrano già due di famiglia; Mancosu, dopo qualche momento di incertezza, sembra essere ritornato anche con la mente il capitano del Lecce.

La vittoria di oggi, al di là del fatto che siamo ancora alla seconda giornata, significa tanto. Restituisce morale, compattezza, forza e entusiasmo ad un gruppo in fase di costruzione, tra tentativi di mercato (alcuni andati in porto, come l’affare Petriccione; altri, si spera, no) e ultimi aggiustamenti di una rosa da parte di Corvino che, gli va dato atto, sembra aver fatto le cose come si deve.

Il primo tempo

Il primo tempo non ci dice molto sebbene nei primi dieci minuti le due squadre abbiano già due occasioni a testa. Il Lecce cerca di fare quadrato a centrocampo e si affida ai lanci lunghi di Lucioni e la stazza di Coda, mentre l’Ascoli cerca di sfruttare la velocità e l’imprevedibilità di Chiricò. Le occasioni di cui parlavamo, per l’Ascoli, sono infatti entrambe a firma di uno degli ex più contestati della storia del Lecce. Mancosu e Lucioni (di testa) rispondono per il Lecce. Poi la partita si spegne un po’. Majer in regia è impreciso, ma di contro Coda inizia a prendere confidenza. Una notizia positiva, dunque, e una negativa per Corini. Sul finale si risveglia e Meccariello da una parte e Cavion dall’altra hanno delle buone chance per passare. Da segnalare, inoltre, la generosità di Listkowski in fase difensiva, spesso costretto a dare una mano a Calderoni per bloccare Chiricò che sembra essere in palla.

Il secondo tempo

Il secondo tempo inizia con Listkowski in formato poco altruista, che cerca voler strafare e cercare sempre il gol da cineteca. Al 50esimo, però, la svolta. Corini mette dentro Tachtisidis al posto di Zuta. Adjapong arretra e Mancosu avanza. Ma soprattutto Majer può fare il mediano mentre il play lo va a fare il greco. Il primo ritorna quello conosciuto in questo anno e mezzo, ma è il greco a sorprendere. Prende in mano la squadra, costruisce, detta i tempi, coordina. La squadra ci mette quattro minuti a raccogliere i frutti. Lucioni ruba palla mentre l’Ascoli sta ricostruendo e serve Listkowski che pennella al centro alla perfezione. Mancosu arriva prima di tutti e insacca, togliendosi di dosso il peso di queste settimane. Non sappiamo come andrà a finire il mercato, ma il capitano dimostra, se ce ne fosse bisogno, attaccamento al Lecce e ai suoi colori. L’Ascoli, però, non ci sta. Brosco sfiora il pareggio con una rovesciata da due passi. Per fortuna di Gabriel la mira è imprecisa. Al 62esimo, però, Gabriel non è fortunato. E’ bravo e salva il risultato. Vellios, attaccante subentrato, ha la palla dell’1 a 1 da spingere in rete. Il portiere brasiliano lo anticipa lanciandosi praticamente sui suoi stessi piedi. Dopo tre minuti è Chiricò a sfiorare il pareggio con il solito sinistro a giro. Insomma il Lecce è sì in vantaggio, ma l’Ascoli è vivo e prova a fare male. Nel miglior momento dei padroni di casa, però, è il Lecce a realizzare il gol vittoria. Se il primo gol nasce dalla vecchia guardia (Lucioni-Mancosu), il secondo è frutto dei nuovi. Lo scozzese Henderson, già marcatore in coppa, sfrutta un assist meraviglioso di Coda e realizza solo solo il punto del 2 a 0. A questo punto l’Ascoli molla e il Lecce, al di là della girandola di cambi, potrebbe dilagare. Coda non trova il tanto atteso gol e neanche Stepinski che gioca per dieci minuti. Ci prova anche Lo Faso a farsi vedere nel finale, ma senza fortuna. Segno buono, però. Vuol dire che tutti vogliono contribuire alla causa giallorossa.

Le pagelle

La palma del migliore in campo va equamente divisa tra Tachtsidis e Gabriel, senza il cui intervento probabilmente non sarebbero arrivati i tre punti. Molto, molto bene anche, oltre ai due marcatori, Lucioni. Nel fronte ascolano tanto movimento ma poca sostanza per Chiricò, grazie anche al buon lavoro di Calderoni in copertura, spesso aiutato dalla generosità del polacco Listkowski. Cavion un po’ sottotono, considerando le potenzialità del 7 bianconero. Da rivedere la difesa.

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Marco De Matteis
Giornalista pubblicista, scrive per PugliaIn dal 2018 e L'Edicola dal 2024. Laureato in Scienze della Comunicazione, ama tutto ciò che ha a che fare con l’estate. Gestisce una libreria nel cuore del Salento. Ama leggere e scrivere, e cura una piccola rubrica di recensioni on line, oltre che una rassegna letteraria "Libri in Terrazza". Gioca a tennis da quando aveva 7 anni, ed ora si è convertito giocando anche a Padel. Nel novembre 2020, per Editrice Salentina, pubblica "Il piano inclinato, #raccontidellaquarantena", il suo primo libro; nel luglio 2022, per Las Vegas Edizioni, esce "Ti ho trovato fra le pagine", di cui è uno degli autori; nel 2023 pubblica, per Capponi Editore, "Quattro anni in fumo".