HomeEconomia & SviluppoNatuzzi, altre sentenze del giudice: reintregrati 37 lavoratori

Natuzzi, altre sentenze del giudice: reintregrati 37 lavoratori

Altri 37 lavoratori dovranno essere reintegrati dalla Natuzzi per ordine del Giudice. Martedì, infatti, il Tribunale del Lavoro di Bari ha depositate 37 ordinanze dal giudice Luca Ariola, con le quali si dispone l’annullamento del licenziamento inflitto da Natuzzi Spa ad ottobre scorso.

Ma le cause pendenti sono centinaia, e ben presto altre sentenze potrebbero aggiungersi a quelle già emesse (al momento sono 40 i lavoratori già con una sentenza favorevole).

A fare una presunta stima della somma che il Gruppo Natuzzi sarà chiamato a pagare per risarcire i lavoratori e onorare le spese processuali si potrebbe immaginare una somma pari a 18 milioni di euro, cosa che già alcune settimane fa, a detta del management dell’azienda di Santeramo in Colle, potrebbe compromettere a realizzazione del piano industriale.

“Prendiamo atto del reintegro di 37 lavoratori per mano del giudice, ma è pur vero che circa 130 lavoratori restano ancora fuori, senza nessuna certezza o speranza per il futuro. Chiediamo alla giunta regionale di attivarsi quanto prima per la convocazione di un incontro che coinvolga l’azienda e le parti sociali al fine di fare chiarezza sulle reali intenzioni di Natuzzi e sulla volontà aziendali di rispettare il piano industriale”.

Aldo Pugliese, Segretario della UIL di Puglia e Salvatore Bevilacqua, Segretario generale della Feneal UIL Puglia, ricordano come “già qualche settimana fa l’intero consiglio regionale, all’unanimità, si è espresso per la revoca dell’accordo tra Regione Puglia e Natuzzi, che per tutta risposta è rimasta fermo sulle sue posizioni d’origine, minacciando addirittura di licenziare un lavoratore per ogni reintegro giudiziario. E’ un comportamento indisponente e lesivo dei diritti fondamentali dei lavoratori, che non si può continuare a subire passivamente. La giunta regionale, se proprio non vuole dare ascolto ai campanelli d’allarme suonati dai sindacati, fornisca una risposta e dia segni di vita alla massima assise regionale, mettendo l’azienda di fronte alle proprie responsabilità e attivando subito iniziative concrete per salvaguardare l’occupazione in Natuzzi”.

“Ricordiamo per l’ennesima volta, qualora ce ne fosse bisogno – chiosano Pugliese e Bevilacqua – che Natuzzi non è nuovo a simili atteggiamenti. La strategia è sempre la stessa: far pagare Pantalone, salvo poi comportarsi di testa propria, in barba ai diritti dei lavoratori, usati come ostaggio di trattative inaccettabili. Ora è il momento di guardarsi negli occhi, dinanzi alle istituzioni, per capire se si vuole applicare il piano industriale o è solo carta straccia. I lavoratori meritano chiarezza, hanno già subito fin troppo”.

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Redazione
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