Omicidio Stradale: si è arrivati a una svolta?

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“Un impegno che ho preso da sindaco con famiglie vittime di incidenti: punire omicidio stradale. Oggi prima lettura ok Senato #lavoltabuona”.

Con questo tweet il Premier Matteo Renzi ha annunciato l’approvazione del disegno di legge sull’omicidio stradale con 163 sì, 2 astenuti e 65 voti contrari. Questo il primo passo con cui vengono finalmente introdotti e disciplinati i reati di omicidio stradale e di lesioni personali stradali. Step successivo il passaggio alla Camera, dove verrà esaminato per essere attivo in via definitiva.

I nuovi reati di omicidio stradale e di lesioni personali stradali comprendono, rispettivamente, pene da 8 a 12 anni di carcere e pene da 2 a 4 anni. Il provvedimento nel corso di questo passaggio parlamentare è stato modificato in maniera radicale, eliminando le norme che riguardavano i casi di omicidio e di lesioni personali nautiche e soffermando l’attenzione sulle pene accessorie, come il cosiddetto ergastolo della patente, soluzione poi mediata con la revoca della patente, che può arrivare fino a 30 anni nei casi più gravi. Nel corso dell’esame dell’Aula è stata eliminata la parte, nella fattispecie sul reato di omicidio stradale, che puniva con una pena da 7 a 10 anni anche chi commetteva il reato – per colpa – passando con il rosso o circolando contromano; o effettuando manovre di inversione del senso di marcia in prossimità o in corrispondenza di intersezioni, curve o dossi, o sorpassando un altro mezzo in corrispondenza di un attraversamento pedonale o di linea continua.

Il nuovo articolo 589-bis del codice penale (omicidio stradale) prevede la reclusione da 8 a 12 anni per omicidio colposo commesso da un qualunque conducente di un veicolo a motore in stato di ebbrezza alcolica, con un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro o di alterazione psico-fisica conseguente all’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope, mentre per le lesioni stradali si prevede una pena di reclusione da 2 a 4 anni in caso di lesioni personali provocate in stato di ebbrezza alcolica, con un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro o di alterazione psico-fisica conseguente all’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope.

Importante anche il tema delle pene accessorie, in cui, in caso di omicidio stradale, l’interessato non può conseguire una nuova patente di guida prima che siano decorsi 15 anni dalla revoca. Il termine viene elevato a 20 anni nel caso in cui l’interessato sia stato in precedenza condannato per i reati di guida in stato di ebbrezza e, in caso di flagranza di reato, è previsto l’arresto immediato, oltre al prelievo di campioni biologici in caso di un rifiuto alla somministrazione dell’alcool test.

Il popolo della rete, nonostante l’apparente buona notizia, si pone però numerosi quesiti sull’effettiva validità di tali provvedimenti giuridici e non mancano le polemiche sulla mancanza di retroattività degli emendamenti proposti. Si potrà mettere un punto a questa vicenda?

Noi di Puglia In che una legge possa essere approvata il prima possibile [QUI IL NOSTRO SPECIALE], per mettere un freno a comportamenti assolutamente inaccettabili che troppe volte hanno comportato la perdita di vite umane.

Classe 1985, vive e lavora a Bari. Laureata in Storia dell’Arte all’Università degli Studi di Bari, è giornalista pubblicista dal 2013. Con una forte propensione alla didattica museale e artistica, ha collaborato con diverse istituzioni con progetti per sensibilizzare il pubblico più giovane nei confronti dell’Arte contemporanea e far partecipare attivamente gli studenti alla comprensione delle più moderne tecniche artistiche. Collabora con le redazioni di Puglia In, Telebari e Artribune, mentre nel 2013 è stata coordinatrice della prima edizione della Project Room della Fondazione Museo Pino Pascali di Polignano a mare. Ama l’arte in tutte le sue forme, in particolare la fotografia e il linguaggio visivo contemporaneo a cui si sta appassionando anche praticamente e appena ha l’occasione di partire, va alla ricerca di nuove realtà, esplorandole sia dal punto di vista della tradizione culturale che folkloristica. isabella.batt@gmail.com

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