Pirandello non avrebbe saputo scriverla meglio questa partita. Lecce-Lazio è sé stessa ed esattamente il suo contrario. L’autore siciliano l’avrebbe dipinta proprio così, se si fosse occupato di calcio, e se i suoi racconti fossero ambientati nel 2020.
Innanzitutto perché la seconda in classifica, in lotta per lo scudetto, nonostante tutto, si schianta contro la terz’ultima, ben messa in campo, e in grado di soffrire, attaccare e soprattutto dimostrare tutte le idee che ha in cantiere. Tutto questo condito dai numerosi errori di disattenzione che rischiano di vanificare tutto. La perfezione, dunque, contro l’assurdità delle leggerezze inaudite. Secondo, perché riesce dopo cinque minuti dal fischio d’inizio a passare dall’1-0 allo 0-1. E chiunque avrebbe accusato il colpo e sarebbe andato al tappeto. Terzo, il protagonista pirandelliano per eccellenza, Gabriel: il portiere leccese, nel primo tempo, regala il primo gol alla Lazio, poi sale in cattedra e compie due o tre parate che tengono in gioco il Lecce e profumano come solo le cose belle sanno fare. Ma non si accontenta, e nel secondo tempo, a pochi minuti dal termine regala un’altra palla a Immobile e compie un’uscita a farfalle, salvo farsi ancora una volta perdonare a pochissimi secondi dallo scadere con due interventi su altrettanti tiri di giocatori laziali già pronti ad esultare. Quarto, lo specialista: Mancosu sbaglia il primo rigore della sua stagione dopo aver realizzato tutto il realizzabile. Tutto questo non in un momento normale del match, ma allo scadere del primo tempo e sul punteggio di 1-1. Un’altra botta, dopo quella dei primi minuti, che sarebbe potuta essere fatale. Quinto, l’errore che non ti aspetti: Immobile, il capocannoniere di questo campionato, spreca due gol facili facili da realizzare. Si fa cogliere dalla fretta e non trova la stoccata giusta. Sesto, l’artefice di tutto: Liverani. L’allenatore capace di schierare una squadra col coltello tra i denti contro un avversario immensamente più forte, disponendo di tredici, quattordici elementi arruolabili, senza esagerare.
La partita inizia in maniera scoppiettante facendo da preludio ad una prima frazione di gioco nella quale non succede moltissimo, ma, come detto, quello che succede ha la capacità di modificare in un secondo lo status quo. Tipo, al secondo minuto il Lecce passa in vantaggio con un euro gol di Mancosu dalla distanza, ma per Maresca c’è un tocco di mano. Gol annullato e situazione ribaltata con vantaggio della Lazio dopo tre minuti. Regalo di Gabriel e palla a Caicedo che non sbaglia. Il Lecce sa di non poter fare regali di questo tipo, a maggior ragione contro un attacco come quello biancoceleste. Ha, e gli va dato atto, la forza di non deprimersi e ricominciare la sua partita fatta di pazienza, contro un avversario che fa molto possesso palla e non lascia spazio. Calderoni al quindicesimo tenta di sorprendere Strakhosha con un pallonetto che ha poca fortuna. E’ un segnale preciso del fatto che il Lecce è vivo e vegeto. Al ventitreesimo è Immobile ad avere la palla gol, ma Gabriel si oppone molto bene, questa volta. Al trentesimo il Lecce pareggia. Mancosu spezza in due il centrocampo della Lazio, serve Falco che offre a Babacar una palla da spingere di testa. L’attaccante senegalese non sbaglia e il Lecce riesce ad aggrappare il pareggio. Allo scadere del tempo Calderoni crossa al centro ma Patric devia con un braccio seppur cadendo. A pensarci bene, in questo campionato, uno stesso rigore venne fischiato contro il Lecce proprio per intervento di Calderoni. L’arbitro spreca inutili minuti a guardare e riguardare l’occasione al VAR e alla fine, al 50esimo Mancosu scaglia la palla sopra la traversa.
Il secondo tempo inizia con Inzaghi che dimostra di soffrire Falco sulla destra e infatti cambia ben tre giocatori di cui due impegnati da quelle parti. Il Lecce, però, parte a mille. Mancosu sfiora subito il gol dalla distanza, ma dalla bandierina che ne segue è Lucioni a realizzare il secondo gol consecutivo e a portare il Lecce in vantaggio. E’ un risultato giusto e meritato al di là dei valori in campo. Inizia a questo punto un’altra partita. La Lazio fa partire l’assalto e il Lecce deve reggere. La difesa è, comunque, ben messa e le occasioni, come detto, arrivano soprattutto attraverso degli errori di Gabriel che le condisce con delle parate stratosferiche. In particolare al minuto numero 82 su Adekayne e a quello numero 99 su Milinkovic-Savic. Al settantesimo era stato Petriccione a salvare sulla linea dopo un intervento aereo di Luiz Felipe. Alla fine, però, il muro regge e il Lecce può festeggiare questi tre punti insperati e importantissimi.




















