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Politica, e Berlusconi tosa le Elezioni

Oggi tira più un pelo di Fido che di fi.., forse ci siamo capiti, e allora ecco che quel diavolo di un Berlusconi tira fuori dalla sua magica fucina di idee elettorali il Movimento Animalista, presieduto da Michela Vittoria Brambilla, per sfondare il muro del consenso di chi non guarda in bocca a caval donato, poco importa da dove provenga.

Mentre Bossi fischiato a Parma pensa a rifare grande il Nord, magari con Bernardelli, Berlusconi progetta un restyling della comunicazione. Oggi il nemico non sono più i Comunisti del ’94 ma le pulci dei cani. Almeno queste, a scapito delle “zecche rosse”, non replicano agli insulti.

E se fra la politica di spessore e i social media è caccia alla battuta, si perde di vista qualcosa che, pur se discutibile, ha sempre un quid geniale.

Anzitutto il parterre, gli agnelli-friendly valgono dal 5% al 20% dei voti, ed il PD ha deluso la fronda animalista, così come in generale il tema ha perso appannaggio a sinistra in favore dei diritti civili. Più veloce, più furbo, e più innovativo di tutti, tenta di metterli al guinzaglio Berlusconi.

Infatti puntuale arriva un primo importante endorsement, dalla presidente dell’Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali) Carla Rocchi (quattro legislature nei Verdi): “Sono totalmente favorevole al movimento di Brambilla, finalmente si apre uno spazio nelle istituzioni per gli animali, vista la completa inerzia dei partiti da vent’anni a questa parte.”

E ancora, l’appeal si estende alla stilista Fiona Swarovski, la conduttrice tv Rita Dalla Chiesa, il comico Andrea Roncato e Marina Ripa di Meana.

La casalinga di Voghera, tipica del manuale degli esempi, è lo zoccolo duro di questa casa a quattro zampe. Non parla in pubblico, non fa audience, non è opinionista, non scende in campo, non esiste per i giornali, ma poi alle urne vota in favore della gatta Marta.

Silvio è un seduttore, poco importa che le sue micione non si arruffino più nel lettone di Putin. Alla fine della querelle, i veri perdenti della questione saremo ancora noi commentatori, incapaci di prevedere lo ius primae noctis che il Presidente di Forza Italia esercita su un certo elettorato.

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Andrea Lorusso
Andrea Lorusso
Classe '91, ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione. Collaboro con varie testate dal 2011, possibilmente editorialista di Politica ed Economia. Scrivo perché avere una opinione e farla conoscere, è terapeutico contro la superficialità imperante.

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