Nella classifica degli amanti della cospirazione la “mafia gay” occupa il quarto posto nella top ten, subito dopo la colonizzazione aliena e prima della correlazione tra le flatulenze delle mucche e l’allargamento del buco nell’ozono. Solitamente, i complottisti portano come prova incontrovertibile il finale di una puntata di “Will & Grace”, dove sir Elton John in persona ammonisce Will di non mettere in dubbio l’esistenza dell’organizzazione, pena “this bitch will be back!” (ovviamente, la sublime autocitazione perde significato con il doppiaggio italiano, diventando un più prosaico “questa vecchia checca ti si fa!”).
Ma come agirebbe la SPECTRE omosessuale?
Voci di corridoio parlano di controllo totale sul casting dei programmi di Maria De Filippi, della collocazione coatta di Gioacchino Bonsignore a “Gusto” e del dominio totale delle chart musicali mondiali, a patto che i cantanti svelino le loro tendenze sessuali solo dopo che metà della popolazione maschile abbia sprecato fiato con le proprie compagne dicendo “ma non lo vedi che è gay?!”. Certo non c’era bisogno del gay-radar per capire che Ricky Martin fosse interessato più alla vida loca che alla Nina Moric, ma le donne negavano strenuamente questa evidenza, rapite dai colpi di bacino e lo sguardo ammaliante. Noi uomini l’avevamo capito da anni, o almeno ci speravamo per pura autostima.
Insomma, la mafia gay dominerebbe lo show-business e il mondo delle palestre sotto gli occhi dell’intera umanità, mentre Spike Lee se la prende con gli Academy per la mancanza di candidati di colore agli Oscar e medita la realizzazione di un film con un protagonista afro-americano, disabile, in fin di vita, burbero ma dal cuor d’oro per garantire la terza statuetta a Denzel Washington e riequilibrare tutto. Sempre che la mafia gay sia d’accordo, ci mancherebbe! Se al posto di Denzel ci mettesse RuPaul non ci sarebbero problemi per Spike Lee.
Ma non è solo lo spettacolo ad essere sotto il controllo dei gay. Mentre qui in Italia si discute da anni sulle unioni civili e family day, in altre nazioni gli omosessuali si sposano, vivono felicemente, non contagiano nessuno quando camminano per la strada e, in qualche caso, possono anche adottare bambini. L’ultimo punto è più delicato, in effetti, ma se pensiamo che Jodie Foster, Neil Patrick Harris e (sempre lui) Elton John hanno avuto figli tramite inseminazione o adozione e nessuno ha battuto ciglio… qualche domanda ce la dovremmo porre in merito alle polemiche “morali”. Tuttavia, una vecchia battuta diceva che “se sei ricco e ti vesti di merda sei eccentrico, se sei povero e ti vesti di merda sei frocio”.
La domanda è: Mancini come si veste?
E’ elegantissimo, ma questo non esclude qualsiasi teoria sulla sua sessualità, almeno fino ad un paio di giorni fa. Infatti, è intervenuta la FIGC in persona per sottolineare che il Mancio non è frocio, letteralmente! E nemmeno finocchio, che poi sarebbe la stesa cosa ma detto in maniera più elegante, di certo non più simpatica. Il dubbio era stato instillato un paio di giorni fa da Maurizio Sarri, allenatore del Napoli verace come un pomodoro, durante uno scontro verbale a bordo campo con Mancini.
Il fashion-tecnico interista non ha perso occasione di palesare alle telecamere lo scambio di convenevoli, con tanto di indignazione e frasi al cianuro del tipo “non può allenare una squadra uno così”. Dal canto suo, Sarri ha ammesso l’uso degli epiteti chiedendo pubblicamente scusa a Mancini e agli omosessuali, sciorinando la famosa frase che tutto mette a posto “io ho tanti amici gay”.
Ma la polemica era oramai innescata e l’Italia si divideva sui social network tra manciniani e sarriani (badate bene, non interisti e napoletani, perché qui la questione è sociale, mica calcistica). Roba che anche Peppino U Gnor commentava l’accaduto al bar davanti ad una tazzina di caffè, abbandonando per qualche ora la classifica e concentrandosi sulla questione del politically correct. C’è chi dice che quello che accade in campo resta in campo, manco fosse Las Vegas, e c’è chi si erige a strenuo difensore delle diversità condannando perentoriamente l’uso di determinate parole. Perché la natura è varia, non c’è nulla di scontato e non devono esserci discriminanti per il come si vive la propria sessualità, salvo poi invocare la natura stessa per un’eruzione che lavi una città intera come sei si fosse l’islandese di Leopardi che chiede un favore a quella signora “bella e terribile”. Forse perché fa meno effetto un coro cantato da migliaia di persone che una frase infelice proferita da un solo uomo, chissà. Comunque, la legge sportiva pare orientata a giudicare il tutto un piccolo incidente di percorso proprio perché il Mancio è etero e contento.
Quindi, quel “frocio” perde gran parte del suo effetto, diventando un insulto alla stregua di “cretino” (o coglione, fate voi). Resta il profondo disagio di Mancini, evidente dal fatto che abbia voluto condividere col mondo lo scambio di convenevoli, magari per suscitare un dibattito sociale sul tema nel momento in cui termini come “gender” sono diventati di uso comune, anche se ancora non si è capito che diamine siano ‘sti gender.
Tutti incavolati, indignati, per un motivo o per l’altro, in preda alla verve di prendere una posizione ad ogni costo. Tutti difensori della famiglia o dell’individualità. Tutti, tranne le organizzazioni gay che, con un coup de theatre, si defilano dolcemente dalla polemica limitandosi a qualche affermazione e ad un invito a Sarri a prendere parte ad una manifestazione pro-gay. Niente vittimismo, niente appelli sdegnati, nulla di nulla, solo qualche presa di posizione blanda come per dire “tanto, oramai…”.
E’ qui che la mafia gay dimostra il proprio potere, tacendo e sorvolando sull’incidente, continuando a tessere le proprie trame, magari pensando che l’accaduto possa essere una distrazione di massa benvenuta per continuare a stendere i propri tentacoli? Forse Mancini fa parte della rete globale degli omosessuali ed è una scheggia impazzita che ancora non ha capito che su certe cose è meglio stendere un velo pietoso e prendere un insulto per quello che è? O, forse, Sarri ha usato un termine stupido alla stregua di tanti, tantissimi altri professionisti nel mondo del calcio e non?
Di gay nel calcio ce ne sono sempre stati, come ce ne sono in ogni ambiente. Come tutti gli altri esseri umani. Sdoganare “frocio” come si è fatto negli anni con termini come “negro” (Quentin Tarantino fu ferocemente criticato per l’uso dissennato di “nigger” nei suoi film) sarebbe un passo avanti, sicuramente non corretto ma di certo controproducente per chi usa questi epiteti in modo distruttivo e razzista. Magari certe polemiche vengono innescate proprio da chi pensa di poter trarre un qualche vantaggio da questi avvenimenti, chissà. Non che si debba giustificare pienamente un insulto ma smorzare i toni sarebbe sempre produttivo per chiunque. Anche perché il vittimismo non paga quasi mai e, anzi, rischia di far cadere nel ridicolo chi lo pratica.
Da lodare la reazione dei centristi che, dopo la precisazione di Sarri “non ho mica detto ‘sei un democristiano!’”, hanno taciuto. Anche perché l’associazione democristiano-gay è il vero colpo di grazia per tutti i perbenisti.











