HomePoliticaTaranto, una giornata a braccia incrociate per i lavoratori dell'Ippodromo Paolo VI

Taranto, una giornata a braccia incrociate per i lavoratori dell’Ippodromo Paolo VI

Una lunga giornata, quella di ieri, per le maestranze impegnate nell’Ippodromo Paolo VI di Taranto.

L’incertezza e i ritardi nei pagamenti da parte del Ministero delle Politiche Agricole ha, infatti, portato gli operatori ippici ad incrociare le braccia. “Chiediamo scusa a tutti gli ospiti – sottolineano gli operatori – venuti oggi a correre perché hanno sostenuto grosse spese però, purtroppo, devono comprendere che è un problema nazionale e non solo pugliese e dunque confidiamo che saranno con noi”.

E vicino ai lavoratori anche la proprietà del Paolo VI, che ha appoggiato l’iniziativa. “Siamo con gli operatori: oggi abbiamo dato un segno di civiltà, un segno di disperazione e abbiamo dato un segno che ancora una volta l’ippica ci è cara, anche se a qualcuno che dovrebbe gestirci dovrebbe essere ancora più cara ma questo non avviene – dichiara Anita Carelli – ci scusiamo con gli scommettitori italiani ma, purtroppo, ci hanno ridotto all’osso”.

l comparto ippico tarantino e nazionale giunge la solidarietà del deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Camera.

“Sono trascorsi quasi tre anni da quando il ministro Maurizio Martina scippò al Parlamento la discussione della tanto attesa riforma del settore ippico nonostante si era giunti ad un testo unificato tra le diverse proposte di legge depositate, tra cui quella a mia prima firma. Dopo un primo fallimento, ora con il decreto Milleproroghe la maggioranza guidata dal Partito Democratico ha nuovamente allungato i termini sino ad aprile 2018. Anni di prese per i fondelli con un comparto sempre più in sofferenza economica – dichiara il parlamentare 5 Stelle – Sembra quasi che i partiti vogliano affossare questo settore, nonché tutto il suo indotto, un tempo florido e sano”.

“A causa di scellerate politiche di payout sulle scommesse che da sempre sono riuscite ad autoalimentare l’intero comparto (dagli agricoltori, ai produttori di mangimi, ai maniscalchi, ai gestori di ippodromi, agli allevatori, etc..) nonché per colpa di una politica inerme dinanzi ad un intero comparto che andava rivisto e riproiettato nel terzo millennio, l’Ippica ha subito un lento drastico declino che sembra, ogni giorno di più, inesorabile. Fossimo stati al governo – conclude L’Abbate (M5S) – l’ippica avrebbe già ottenuto da tempo l’agognato rinnovamento!”.

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Redazione
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