Mentre si avvicina il 16 dicembre, giorno in cui scadrà il termine per il saldo della Tasi e dell’Imu si fanno i calcoli di quanto, in più o in meno, a ciascuna famiglia italiana, in media, toccherà pagare per la propria abitazione.
Dati che sostanzialmente non si discostano da quelli dello scorso anno e, in alcuni casi, fanno registrare delle lievi flessioni. In Puglia si va dai 163 euro di media di Foggia ai 67 di Brindisi, con un sostanziale pareggio rispetto allo scorso anno. In Puglia, infatti, stando ai dati elaborati dal Servizio Politiche Territoriali della UIL, è positivo il caso di Bari, che si piazza terz’ultimo fra i grandi capoluoghi di regione italiani con un saldo medio (Tasi + Imu seconda casa) di 553 euro pro capite. Sempre a Bari, il saldo medio della Tasi sulla prima casa sarà di 137 euro pro capite, con una diminuzione (unico caso in Puglia) rispetto all’acconto calcolato con la vecchia aliquota, di 32 euro.
Nella nostra regione, la città più cara, da questo punto di vista, è invece Foggia (163 euro), seguita proprio da Bari, da Lecce (102 euro), Taranto (94 euro) e Brindisi (67 euro).
“Il fatto che a Bari si registri una diminuzione e che negli altri capoluoghi di provincia comunque la Tasi sia rimasta invariata – dichiara il Segretario generale della UIL di Puglia, Aldo Pugliese – è una notizia che accogliamo con soddisfazione, soprattutto se consideriamo che l’81% dei proprietari della sola abitazione principale sono lavoratori dipendenti o pensionati. Tuttavia, è fondamentale che ciò che esce dalla porta non rientri dalla finestra, a danno della classi sociali più in difficoltà. Infatti, va assicurata nel tempo e in maniera strutturata la completa copertura delle risorse ai Comuni, onde evitare quanto già accaduto in passato, ovvero che per una tassa che viene abolita si aumentino, automaticamente e per mera sopravvivenza dell’istituzione, altre tasse e balzelli, o che, peggio ancora, si riducano i servizi essenziali”.











