Cosa succede in caso di emergenza nel porto di Taranto? Quali sono le procedure organizzative? Sono testate a dovere? Funzionano? Come si comportano gli uomini ed i mezzi della Capitaneria di Porto e della Guardia Costiera? Per dare risposte a domande simili è stata organizzata una esercitazione a Taranto, al fine di verificare tempi e modalità di risposta del sistema portuale in caso di emergenza. Lo scenario immaginato ha riguardato una emergenza, per la precisione quella dell’incendio a bordo di una unità da diporto ormeggiata presso il Molo Sant’Eligio.
In stretta collaborazione con il Gestore del Molo, l’esercitazione di emergency nel porto di Taranto diretta e coordinata dalla locale Autorità marittima, retta dal Capitano di Vascello Giuseppe Famà, come previsto dalle norme nazionali, ha visto la partecipazione di uomini e mezzi della Capitaneria di Porto di Taranto, del Comando Provinciale dei Vigili del fuoco quali responsabili tecnici delle operazioni, dei Servizi portuali quali il Gruppo Ormeggiatori, i Rimorchiatori Napoletani e il Gruppo Barcaioli, nonché della società Ecotaras, Concessionaria del servizio antinquinamento e disinquinamento degli specchi acquei portuali.
Tale genere di attività, condotta dalla Autorità marittima con cadenza semestrale, così come previsto dalle disposizioni, ha lo scopo di testare le procedure, l’efficienza ed il corretto funzionamento delle dotazioni del servizio antincendio portuale, nel suo insieme, incrementando il livello di addestramento dei soggetti coinvolti nelle operazioni di contrasto e l’interoperabilità tra i medesimi.
L’esercitazione, pur avendo avuto esito positivo, ha offerto tuttavia ampi spunti di riflessione che saranno oggetto di approfondimento in un apposito de-briefing delle attività che, condotto con spirito critico, consentirà di perfezionare le dinamiche di interoperabilità tra le varie Autorità coinvolte, migliorando l’efficienza dell’intero sistema portuale di fronte a situazioni di potenziale pericolo.











