A Bari praticamente convertita al degrado, secondo Vittorio Sbarbi. Ieri sera ospite del settimanale Panorama presso il Teatro Petruzzelli.
Parole colorite, ma efficienti contro il sindaco Antonio Decaro. “Sono uscito per vedere la decadenza della città, a causa di un sindaco che invece di andare al mare deturpa una delle strade più caratterizzanti del posto”.
“Perché togliere le palme per mettere dei cubi…io lo arresterei” – ha tuonato il critico d’arte non risparmiando nessuno “Ma anche chi ha fatto il progetto” – continua – l’architetto deve fare la spiritosa con quelle panchine, che non sono panchine, perché? per fare il design…”.
“Le panchine – dice Sgarbi – si chiamano panchine perché hanno uno schienale, il cubo si chiama cubo perché le cubiste stanno sul cubo per mostrare il culo perché lo vedi tutto intorno; la panchina invece ti elimina il culo perché ti siedi e non vedi la schiena perché è appoggiata: io lo arresterei il sindaco per questi cubi spacciati per panchine… Ha vinto un bando? Allora era meglio che lo perdeva”.
Insomma Vittorio Sgarbi che oltre alle critiche sulla assenza di scrupolo per il rispetto della tradizione artistica urbana, ha tenuto una lezione magistrale di storia dell’arte della architettura nostrana, saluta Bari con l’amaro in bocca.











