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Psr, la Puglia chiederà ancora la deroga all’Europa al principio del disimpegno: non spesi 86 milioni di euro

A che punto è l’avanzamento della spesa del Programma di sviluppo rurale e la proiezione della spesa futura Se ne è parlato in Regione, questa mattina, nel corso dell’audizione nella Commissione Agricoltura dell’assessore Donato Pentassuglia e della dirigente dell’Autorità di gestione Rosa Fiore.

È stata la Fiore a rappresentare i dati su cui si articola il PSR, partendo dalle 17 misure che si sviluppano complessivamente in 50 azioni comprendendo misure, sottomisure e operazioni, la cui dotazione finanziaria è di 1616 milioni di euro, dei quali sono stati impegnati ad oggi 1582 milioni di euro, pari al 98 per cento delle risorse a disposizione.

Resterebbero da impegnare 34 milioni di euro che saranno oggetto in futuro di bandi al netto delle risorse messe a disposizione dalla misura 21 messa in campo dalla Commissione UE per le imprese colpite dalla crisi generata dall’emergenza Covid. Di fatto i 34 milioni residui sono dimezzati dalla misura 21 e restano ancora da attivare 5 misure.

Lo stato di attuazione in termini di pagamenti al 31 dicembre 2020 evidenzia che è stato raggiunto l’obiettivo di 530 milioni di fondi FEASR assegnati per le annualità 2015-2016 e 2017. Fiore ha evidenziato come il ritardo rispetto al target di spesa N+3 è di circa 86 milioni di euro, una cifra appunto analoga a quella dello scorso anno.

In virtù di tali condizioni la Regione Puglia anche quest’anno ha chiesto di ottenere una deroga sull’N+3 con la prospettiva che, avendo chiuso una volta e per tutte la stagione dei ricorsi, si possa recuperare celermente il tempo perduto.

La Regione Puglia, quindi per il secondo anno consecutivo, chiederà alla Commissione Ue la deroga al principio del disimpegno automatico del Fondo europeo per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, su circa 86 milioni di euro del Feasr, che a fine 2020 non sono stati spesi sul Programma di sviluppo rurale Puglia 2014-2020.

In base alla programmazione per il 2020 non si è concretizzata la spesa di 95 milioni di euro per effetto del protrarsi della problematica relativa ai ricorsi procrastinati in termini temporali a causa del Covid. All’indomani della sentenza propulsiva di aprile 2019, da ottobre 2019 a gennaio 2020 sono state finanziate pratiche riguardanti le misure oggetto di contenziosi (misura 4.1 a) per la quale sono stati concessi 120 milioni di euro. Sempre su questa misura sono stati erogati alla data del 31 dicembre 2020, pagamenti per oltre 130 milioni di euro e non avrebbero potuto erogare altro perché sono venute a mancare da parte delle aziende le domande di pagamento e questo è da imputare sempre alla causa Covid.

Degli importi messi a bando sono stati erogati nel 2020 circa 150 milioni di concessioni e per il 2021 è stata fatta una previsione di spesa di 120 milioni di euro.

L’assessore Pentassuglia ha rassicurato i commissari che è aperta una interlocuzione con la Commissione europea, al fine di non perdere le risorse non spese esplicitando, nel dossier che sarà inoltrato, tra le motivazioni per le quali la Puglia risulta inadempiente, quella relativa ai numerosi contenziosi. L’assessore ha anche anticipato che per la nuova programmazione non ha intenzione di pubblicare nuovi bandi, ma di recuperare gli aspetti che nei precedenti non erano inclusi, come azioni riguardanti i produttori di latte o le produzioni agrumicole.

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Redazione
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