HomePoliticaBariBari, allo Showville la presentazione del candidato sindaco PD, Vito Leccese

Bari, allo Showville la presentazione del candidato sindaco PD, Vito Leccese

Il PD non scherza, e per farlo capire chiama a raccolta tutti. Il Presidente di Regione Michele Emiliano, l’attuale sindaco di Bari Antonio Decaro, l’unica donna con fascia tricolore a Bari Daniela Mazzucca, i consiglieri, gli assessori, i segretari, i presidenti di Municipio e la cittadinanza tutta. Un incontro al quale hanno partecipato anche Michele Laforgia, in lizza per le primarie-unitarie, e i vari esponenti del PD che nel corso di questi mesi hanno deciso di fare un passo indietro in particolare Marco Lacarra, Pietro Petruzzelli, Paola Romano.  Sul palco si sono susseguiti in ordine Daniela Mazzucca, Michele Emiliano, Antonio Decaro e infine Vito Leccese.

Daniela Mazzucca: “avanti con coraggio e determinazione” 

Il primo pensiero, un ricordo e un minuto di silenzio in memoria del giovane militante del PD Tommy Rossini venuto a mancare all’età di 38 anni. Poi un excursus sulla militanza politica dalla fine degli anni ’80, una politica fatta di emozioni e storia collettiva. Una politica che partiva dalle università luoghi di confronto e di manifestazioni in cui ad avere il sopravvento era il pensiero e non i manganelli, come ricordato anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in riferimento alla manifestazione studentesca pro-Palestina tenutasi a Pisa. La Mazzucca ha poi ricordato come sia un errore pensare che questi fatti, siano distanti e che non ci riguardino. Poi un ricordo del candidato Leccese e delle sue battaglie politiche, affrontate in giovane età, a fianco dei Verdi e poi a livello nazionale e internazionale. Successivamente da un ruolo più politico verso un ruolo più manageriale- amministrativo come Capo del Gabinetto del Sindaco per numerosi anni. Insomma rivolgendosi a Leccese e ai suoi detrattori “Guai a giudicarti la protesi di qualcuno”. L’obiettivo, continua ancora, è di continuare il lavoro sulla città costruendo ponti, strade e non muri e, ricordando Pietro Nenni, leader storico del Partito Socialista Italiano “senza lasciare indietro nessuno”.

Michele Emiliano: “gli faremo sudare sette camice”

Rievoca le “performances” del compagno Antonio e le sue “sceriffate”. Rievoca la bravura della classe politica del PD nel riuscire, negli ultimi vent’anni, a fare cose impossibili e nel cambiare il destino della città di Bari, sovvertendo la rabbia dei cittadini che rischiava di distorcere la volontà comune convogliandola verso una naturale necessità di cambiamento per raggiungere una visione più ampia e collettiva. Anche Emiliano ricorda come Leccese sia già stato sia a livello politico che amministrativo presente nel fronte progressista del centro sinistra. Insomma, al di là di tutto, non si tratta di una resa dei conti né di incrocio di ego o di tattcismi e finte amicizie. Richiama alla compattezza il partito, unito contro ogni forma di autoritarismi e ricordando come anche i fascismi possano essere in grado di cambiare il proprio modus operandi: “il caos della democrazia è insopportabile, meglio allora rassicurare riducendo gli spazi di libertà”. Ricorda dunque come le primarie debbano essere un confronto di idee e non un confronto muscolare, la parola d’ordine rimane alimentare la diversità rimanendo uniti e creando sintesi.  Sicuramente conclude Emiliano rivolgendosi all’opposizione “gli faremo sudare sette camice”.

Antonio Decaro: “Bari non è città da conquistare”

Sale sul palco, acclamato dai partecipanti, difficile non pensare che il terzo mandato sarebbe stato suo senza troppi giri di parole. Ringrazia Emiliano per il passaggio di consegne avvenuto negli anni precedenti, ringraziandolo per quanto fatto insieme. Poi l’endorsement a Leccese: un maestro di politica, di diplomazia e di buone maniere, un maestro di vita e di amministrazione della cosa pubblica. “Il primo ad arrivare e l’ultimo ad andare via, hai preferito la concretezza dell’azione ai riflettori”. Rievoca la passione civile, le battaglie ambientali, l’autorevolezza nel presenziare ad importanti meeting internazionali. E ancora ricorda Decaro “al pensiero da Ingegnere del “funziona o non funziona?” mi hai insegnato che esistono altre strade tortuose in mezzo. E ancora, indulgenza non accondiscendenza, guardando la città senza paraocchi. L’appoggio de Decaro “al tuo fianco, né un passo avanti né uno indietro” per accompagnare donne e uomini di questa città. Ecco il valore della continuità e non di passaggio di consegna come molti dicono. Sul piatto tanta competenza ed efficienza che non deve andar svanita per evitare che la città si fermi. Infine un affondo all’opposizione “Bari, non è città da conquistare, men che meno da persone che arrivano da Roma”. Promettici, dice ancora Decaro rivolgendosi a Leccese, che ti innamorerai sempre di più di Bari e che sarai vicino alle comunità e che avrai la voglia e la forza di capirla senza giudicarla, sognando per Lei l’impossibile”. Poi un pensiero a Laforgia presente in prima fila a fianco del gotha del PD pugliese: Fa bene al cuore di tutti noi l’abbraccio tra te e Vito. Qui si sovrappongono rapporti di natura politica ma anche umana. Questi rapporti sono da preservare, primarie devono essere strumento per unirci.

Vito Leccese:” è giunto il momento, andiamo!”

Dulcis in fundo arriva il turno del candidato sindaco, visibilmente emozionato. “Spero di non commuovermi, altrimenti diranno che anche in questo sono in continuità con Decaro”. Un’avventura quella in politica e per il comune di Bari partita nel lontano 1985, tante soddisfazioni ma anche momenti duri. “Il tempo che abbiamo a disposizione è breve per non occuparsi di ciò che amiamo” e ancora “Bari merita i sogni di tutti noi”. Ringrazia poi chi lo ha preceduto sul palco, due “compagni di viaggio “ al vostro fianco per vent’anni, diventati punto di riferimento ribellandosi alla logica del “così si è sempre fatto”. Numerose, ricorda Leccese, sono state le battaglie di questi anni, dalle piccole e grandi mafie, a Punta Perotti, alla Fibronit, poi un ricordo verso chi ha difeso la città di Bari da Maria Maugeri a Nichi Mucciaccia. Difendiamo questa città, continua Leccese, da chi vuole farne la brutta copia dell’Ungheria di Orban. “Cercando voti ma ci tolgono fondi” , e ancora “dove volevano far sorgere hotel cinque stelle, sorgerà invece un campus di ricerca del CNR” riferendosi alla Manifattura Tabacchi.  E poi, “continuano ad usare la forza contro chi alimenta la speranza verso un futuro migliore”, riferendosi anch’egli egli ultimi eventi di questi giorni e alle contestate manifestazioni del gruppo Friday for future. “Bari non deve tornare indietro di vent’anni”. Ha ricordato quando sia importante conoscere la macchina amministrativa della città, una città che vuole farsi più verde e sostenibile nei prossimi anni con numerosi progetti in cantiere da Costasud con nuovi parchi e trasporti che renderanno accessibili 38 km di costa entro il 2026 ed un piano urbanistico che ridurrà le cubature del piano Quaroni riducendole del 50%.  Poi rivolgendosi a Laforgia, “Non vogliamo chiamarle primarie, chiamiamole unitarie purché non siano elitarie”. Bari deve diventare nei prossimi anni sempre più dinamica e più hub internazionale, su questa strada bisogna proseguire “attraendo nuove imprese e mettendo a disposizione luoghi nuovi e di coworking per i nostri giovani”. I municipi, continua Leccese, si confermino istituti di prossimità per i cittadini. Nessuna spazio in queste elezioni per discriminazione sessuale o di identità di genere.

Poi un ricordo commosso nei confronti del Sindaco Dalfino. Era l’8 agosto 1991 quando la nave Vlora entrò nel porto di Bari con a bordo 18 mila cittadini albanesi.  “Sono persone, persone disperate. Non possono essere rispedite indietro, noi siamo la loro unica speranza”. È la frase che l’allora sindaco di Bari Enrico Dalfino pronunciò e che è diventata poi storia. Anche in quel caso, ricorda Leccese, ero un passo di fianco ma sentivo in quelle parole la forza della storia che ci stava travolgendo”.  E da quella banchina che è partita una storia nuova, che si nutre di persone e di emozioni che arriva sino ad oggi. È arrivato il momento: “Andiamo!”.

A seguire foto finale sul palco con Laforgia visibilmente contrariato, a riprova di ciò il suo post di poche ore fa sui social. Insomma che siano primarie, unitarie o elitarie, il confronto in area centro sinistra è ancora aperto.

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