Terremoto politico a Modugno. Dalle primissime ore di questa mattina, i finanzieri del Comando Provinciale di Bari e del Servizio Centrale I.C.O. di Roma stanno dando esecuzione a un’ordinanza, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Bari su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, applicativa di misure cautelari personali in carcere nei confronti di 6 soggetti.
Le persone attinte dai provvedimenti restrittivi sono indagate, a vario titolo, per il reato di scambio elettorale politico mafioso, estorsione e detenzione e porto illegale di armi comuni da sparo.
L’operazione costituisce l’epilogo di articolati approfondimenti investigativi che hanno consentito di accertare un accordo, per le elezioni amministrative del giugno 2020 nel Comune di Modugno, tra esponenti di spicco della criminalità organizzata barese – clan “PARISI” – ed attori della politica locale candidati in quella tornata elettorale, nonché diversi episodi estorsivi perpetrati da un imprenditore del foggiano, ai danni di imprenditori agricoli, sfruttando la caratura criminale di uno dei medesimi esponenti del clan.
In particolare – secondo l’impostazione accusatoria accolta dal G.I.P. del Tribunale barese gli accertamenti svolti avrebbero consentito di dimostrare, in primis, come Antonio Lopez, avrebbe chiesto aiuto ad esponenti di spicco del clan Parisi di Bari per essere eletto nel Consiglio comunale di Modugno nella tornata elettorale del 2020 e qu9indi nominato assessore della giunta Bonasia. L’esponente politico avrebbe acquistato voti da esponenti dei PARISI in cambio di denaro e della disponibilità a soddisfare le esigenze del gruppo mafioso; lo stesso in occasione del ballottaggio abbia fatto da tramite per procacciare voti al candidato sindaco (allo stato indagato e non attinto da misura personale), in cambio della promessa, poi mantenuta, di garantire l’assunzione ad un affiliato, il quale si è personalmente impegnato a procurare le preferenze.
Lopez, 30 anni è stato eletto a Modugno con la lista civica “Modugno per le imprese e il commercio” è esponente della Dc ed attualmente è candidato alle elezioni regionali del 23 e 24 novembre con la lista di Forza Italia.
Ricostruito anche l’episodio di un “summit” tra cinque persone, tenutosi in casa di uno dei boss del clan PARISI finalizzato a stringere un accordo relativo alle elezioni europee del 2025. L’intesa, in questo caso, si sostanziava nell’impegno a reperire voti, dietro la corresponsione di denaro agli esponenti della consorteria criminale, a beneficio di un candidato risultato ignaro dell’intesa ed estraneo ai fatti.
Sempre durante le indagini è stato appurato come un imprenditore del foggiano, operante principalmente nel settore della commercializzazione di prodotti per l’agricoltura, sfruttando la caratura criminale del clan e di due suoi sodali, abbia recuperato o tentato di recuperare dalle proprie vittime, tutti imprenditori agricoli, alcuni crediti derivanti dalla sua attività commerciale, minacciandole di “tagliare” il loro raccolto se non avessero onorato i debiti contratti e garantendo, successivamente, il 50% del riscosso al mafioso. A latere, è stato anche accertato che i due soggetti summenzionati (imprenditore e mafioso), unitamente a un terzo pluripregiudicato, detenevano e portavano in luogo pubblico armi comuni da sparo.











