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A vendemmia 2026 ormai ultimata, la storica Cantina Leone de Castris di Salice Salentino (fondata nel 1665) traccia il bilancio definitivo dell’annata vitivinicola. Un’esito qualitativamente più che buono a fronte di un decremento quantitativo stimato tra il 15% e il 20%, segnato in modo evidente dagli effetti del cambiamento climatico e da un caldo persistente che ha imposto un generale anticipo delle operazioni di raccolta.
La tempestività negli interventi e il costante monitoraggio in vigneto hanno tuttavia permesso di trasformare le criticità climatiche in una risposta strategica alle attuali richieste dei mercati internazionali, sempre più orientate a vini di spiccata freschezza, equilibrio aromatico e contenuta gradazione alcolica.
L’analisi di Piernicola Leone de Castris: «L’ottimo stato sanitario uva chiave del successo»
Nonostante le complesse dinamiche di maturazione tecnologica e fenolica, l’azienda salentina sottolinea come le rese contenute abbiano giocato a favore dell’eccellenza della materia prima.
«Nonostante le difficoltà determinate dall’andamento climatico, l’ottimo stato sanitario delle uve ha rappresentato un presupposto fondamentale per la qualità della materia prima e per il buon esito delle operazioni di vinificazione – spiega Piernicola Leone de Castris, Presidente del C.d.A. dell’azienda –. I vini ottenuti quest’anno esprimono una combinazione interessante di freschezza, componente aromatica e moderazione alcolica, aspetti che rispondono alle attuali esigenze del mercato e alle scelte stilistiche della nostra azienda. Il 2026 conferma il valore dell’esperienza, dell’osservazione e della capacità di adattamento, elementi fondamentali per affrontare gli effetti del cambiamento climatico».
Aspetti enologici: anticipo di raccolta e gradazioni contenute
Dal punto di vista tecnico, l’annata ha registrato una maturazione particolarmente precoce, con le prime basi spumante di Chardonnay e Negroamaro vendemmiate già a partire dal 6 agosto. Il monitoraggio serrato ha imposto di accelerare i tempi anche per i rossi a ridosso di Ferragosto:
Primitivo IGT Salento: attestato su una gradazione alcolica del 13% vol..
Negroamaro “Eloveni”: gradazione contenuta tra il 12% e il 12.5% vol..
Rossi da servire freschi: scelte produttive che valorizzano la piacevolezza di bevuta a temperature di servizio più basse, linea in cui si inseriscono anche il “Fontana di Vite” Gioia del Colle Primitivo DOC e “Il Lemos” Susumaniello Rosso IGT Salento.
Le novità del futuro: Fiano della Murgia e un nuovo Metodo Classico
La vendemmia 2026 fa da apripista a due importanti progetti aziendali destinati ad arricchire il catalogo di Leone de Castris:
Fiano IGT Murgia: un nuovo bianco ottenuto da vigneti situati a quasi 500 metri di altitudine sul livello del mare, ideale per esaltare freschezza e note aromatiche del vitigno.
Metodo Classico bianco da uve Chardonnay: una bollicina di alta gamma che andrà a valorizzare la varietà attraverso una vinificazione dedicata e un lungo affinamento.












