Amministrative 2018. Nel brindisino, dopo Lippolis, anche Guadalupi non si ricandida

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Romeo Lippolis, consigliere comunale a Francavilla Fontana e dirigente provinciale di Direzione Italia e Pietro Guadalupi, il consigliere comunale più suffragato a Brindisi nelle scorse amministrative, non si ricandideranno.

Romeo Lippolis lo aveva annunciato già qualche giorno fa: “Dopo 25 anni ho deciso di fermarmi ai box. Non mi candido e voterò il candidato sindaco che più sento potrà rappresentarmi”. Per il momento non da spiegazioni sul suo stop, ma promette, a bocce ferme, di parlarne dopo il voto. “lo faccio – ha dichiarato Lippolis – per motivi personali e perché questo modo di intendere la politica non mi appartiene. Non farò dichiarazioni roboanti e conto di parlarne con più calma dopo le amministrative
di giugno. Sono stanco, demotivato, insofferente e soprattutto deluso per il modo in cui si continua a far politica nella mia città. Credo che come non mai Francavilla abbia bisogno di chiarezza ed invece si continua a fare tanta confusione con aggiunta di mal di pancia. In questi anni ho conosciuto persone oneste e responsabili, ma ho dovuto sopportarne tante altre. Auguro a tutti i candidati una campagna elettorale corretta e basata sul rispetto degli avversari, senza mai dimenticare che dietro ad ognuno di loro c’è una persona, un amico e principalmente una famiglia. Rimango “un fittiano convinto” perché difficilmente riesco a mettere da parte la competenza, la capacità e soprattutto la stima. Il mio pit-stop durerà tanto quanto sarà necessario attendere prima di poter riprendere la corsa”.

Non è molto diverso il discorso fatto dal giovane consigliere brindisino, anch’esso fittiano, Pietro Guadalupi. Non si candida ma resta in politica con suo padre Italo coordinatore cittadino di Dit.

In una nota stampa, Guadalupi parla di una decisione “maturata in questi mesi, sofferta e consapevole”.

“La politica – continua la nota del consigliere comunale brindisino – non è fatta soltanto di ruoli, di seggi nelle assemblee, di nomine e di consensi, di veti incrociati e di giochi delle parti, per questo faccio un passo a fianco scegliendo un profilo differente, conservando la stessa tensione per un territorio che ha bisogno di uno shock culturale. Spero che i prossimi amministratori abbiano il polso giusto e la giusta considerazione per le attese del territorio, siano soprattutto capaci di anteporre Brindisi all’idea di controllare e gestire il potere. L’impegno per la politica mi ha ripagato, mi ha ripagato soprattutto la stima di molte persone, non solo i miei elettori, e credo che ogni tempo faccia le sue scelte e orienti le sue esperienze”.

Ma anche qui più che un addio è un “salto un giro”: “Farò politica in modo discreto, quella politica fatta di attenzioni e di metodo, di vicinanza alle persone, ai giovani, e di organizzazione. Sarò nel mio partito, perché la politica è appartenenza ai valori nei quali credi e che ti segnano per sempre. Sono la tua formazione e ai punti cardinali non riesco a rinunciare. Credo in quella politica che sa esprimere visioni, che guarda all’orizzonte fornendo risposte, che sa essere il motore della speranza, che sa farsi interprete dei sogni di donne e uomini. Cedo il mio posto ma non la mia presenza, perché fare politica, se ci credi profondamente, non significa votare in un consiglio o partecipare ad una commissione. La politica, stavolta, voglio farla come piace a me. Ascoltando il territorio e facendo quel gioco di squadra nella quale non è necessario, né obbligatorio, portare sempre la bandiera”.

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