Salvini vuol mangiare Forza Italia. Occhio agli indigeribili

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Dopo la bocciatura di Foa a Presidente della Rai, con la complicità di Forza Italia che vota compatta assieme a Leu e PD, la crepa all’interno del centrodestra classico diventa ancora più evidente e scottante.

Tant’è che lo stesso leader leghista Matteo Salvini, pronuncia finalmente quelle parole magiche, che ovviamente non erano mistero sulla stampa e nei retroscena: “Ora, un conto è la vicinanza umana, un conto è la scelta politica che ha portato non solo molti elettori ma anche molti eletti di Forza Italia a tutti i livelli ad avvicinarsi alla Lega. Io fino ad oggi ho detto di no, però se Forza Italia sceglie il Pd è giusto che chi si sente di centrodestra possa fare politica con la Lega.”

Colpito e affondato, Berlusconi diventa ufficialmente il vecchio leone stanco da spolpare, svuotando il partito, oltre come già successo di elettori: “La Lega non ha mai avuto così tanto consenso e Forza Italia così poco, se la Lega ha quattro volte i voti di Fi forse qualcuno sta sbagliando qualcosa. Mi pare che gli italiani abbiamo già scelto con chi stare”. Ergo, portandosi a casa gli eligendi.

Una strategia che nel breve periodo ingrossa le fila degli eletti, rinsalda i numeri e tranquillizza la governabilità, a tutti i livelli. Ma questo enorme spostarsi verso l’alto erode le radici, della militanza, della onestà intellettuale, e della trasparenza di percorso assieme alla lealtà.

Forza Italia è fallita perché per vent’anni s’è nutrita di uno spot h24 del volto, dell’immagine, della carne di Silvio Berlusconi. Una infinità di Yes Man, uomini d’azienda, e imbellettate star da giacca e cravatta che mai hanno avuto un reale, forte, importante, consenso sul territorio.

Pletore di nominati, figli, figliocci e figliastri, residui di un galateo ipocrita-democristiano finito sull’altare dell’estinzione.

Questa massa informe ed agitata di “fortunati” grazie all’allora unzione del Cavaliere oggi rischia l’estinzione e, dunque, porta in dote al vincitore del momento il “sacro” dito votante.

Il bottino prezioso però, sono i votanti, gli elettori, e non questi eletti che nella maratona, come avvoltoi o iene, annusano il vento e lo seguono. Voltabandiera, voltagabbana, che ci hanno fatto vergognare dell’assenza del vincolo di mandato, se pure principio nobile quando fu ideato.

La Lega a livello programmatico vorrebbe l’introduzione di quel vincolo, e se cambi idea e partito, dopo essere stato eletto sotto l’insegna di un patto di fiducia, vai a casa e nel caso ti fai rieleggere. Urge renderlo immediatamente esecutivo, senza passare dalla modifica Costituzionale, almeno per il partito.

Si applichi come codice etico, altrimenti potrebbe diventare una bolla speculativa, e sappiamo tutti come va a finire. Meglio 10 parlamentari conosciuti e leali, che 100 in balia dei loro interessi che faranno affondare la barca.

Già al Sud, per quanto si sia tentato di arginare il fenomeno, si sono insidiati tantissimi riciclati. Speriamo che almeno questo non diventi un proposito nazionale, perché costoro di sovrano, hanno solo il loro sedere.

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