Crisi olivicola in Puglia, una petizione per chiedere lo stato di calamità

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Le condizioni meteo particolarmente avverse dello scorso febbraio con una forte gelata hanno danneggiato in Puglia non meno di novantamila ettari di terreni coltivati nella zona del centro nord della regione, le province di Bari, Bat e Foggia per intenderci. Gelata che ha causato la crisi olivicola in Puglia.

Le province colpite rappresentano il cuore dell’olivicoltura pugliese, il centro di produzione del tanto apprezzato olio extra-vergine di qualità.

La situazione si sta rivelando disastrosa e senza precedenti e rischia di mettere in ginocchio tutto il settore agricolo pugliese, già fortemente colpito dalla xylella fastidiosa.

 

Serve lo stato di calamità ma tarda ad arrivare

Servirebbe un sostegno alle imprese agricole da parte del Ministero per le Politiche Agricole, eppure, nonostante ampie rassicurazioni, non è stato ancora concesso lo stato di calamità che permetterebbe di attivare le procedure emergenziali (quali il Fondo di solidarietà nazionale e le norme della legge 102/2004) e di sbloccare risorse necessarie e urgenti a far fronte alla situazione.

Per questo imprenditori e associazioni del comparto olivicolo  si stanno movendo con una petizione su change.org per ottenere una declaratoria di stato di calamità dal Ministero. Il numero di sottoscrittori cresce minuto dopo minuto.

Anche i sindaci pugliesi hanno ritenuto opportuno intervenrie. Il Direttivo Anci Puglia ha scritto un ordine del giorno a sostegno del comparto olivicolo pugliese su proposta dei consigliei Massimo Mazzilli e Domenico Nisi. L’associaizone presieduta da Domenico Vitto chiede risorse e misure straordinarie per olivicoltori e frantoiani e ammortizzatori sociali per i lavoratori, al fine di arginare la crisi occupazionale dilagante, con un milione di giornate lavorative perse, servono soluzioni compensative per l’indotto, il nostro olio extravergine è noto in tutto il mondo, tanto da essere stato promosso ultimamente dalla FDA statunitense, da alimento a medicinale.
Anci chiede inoltre lo stop immediato alle scadenze di mutui, prestiti, finanziamenti e cambiali agrarie per le imprese, oltre ad un impegno preciso del comparto commerciale che deve sostenere “solidalmente” questa crisi, con particolare riferimento alla Grande Distribuzione Organizzata, che dovrà prevedere una apertura PRIVILEGIATA all’extravergine prodotto in Puglia, dalle realtà locali (filiera corta), preferendolo all’olio “comunitario” lavorato da grandi produttori nazionali.

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