Dopo i rumors circolati nell’immediatezza del voto, dopo le notizie di stampa non verificate apparse su alcune indagini in corso da parte della Procura di Bari su presunto voto di scambio, adesso prende corpo una vera e propria inchiesta complessa.
A riferirlo, nella sua edizione cartacea, è Repubblica Bari: “La Procura della Repubblica ha aperto più fascicoli d’inchiesta sulla base delle informative depositate nei giorni scorsi dalla Digos. I reati sarebbero stati commessi nel corso della campagna elettorale da esponenti di diversi schieramenti politici”.
Al centro dell’attenzione alcuni episodi di voto di scambio in occasione delle elezioni che lo scorso 26 maggio hanno portato al rinnovo del Consiglio comunale di Bari.
Secondo la ricostruzione giornalistica ad oggi sarebbero aperti diversi fascicoli, tutti a carico di ignoti, su cui sarebbero impegnati più magistrati. Nei giorni scorsi la Digos avrebbe avrebbe ascoltato gli autori di diverse denunce circolate con insistenza sui social network, a cui si sarebbero aggiunge altre segnalazioni, alcune in forma anonima, che hanno rafforzato il convincimento degli inquirenti sulla commissione di questo reati durante l’ultima campagna elettorale.
Ci sarebbero stati, infatti, alcuni episodi di promessa di ricompensa a seguito di una determinata espressione di voto, da una somma di contanti (si parla di 50 euro), ad alcuni rimborsi ai rappresentanti di lista fino ad arrivare addirittura a promesse di posti di lavoro da ottenere una volta eletti.











