Tradizione, cultura e territorio. Questo è “Chiacchr e Frutt” il mercatino a chilometro zero ospitato nella Vecchia Stazione Ferroviaria di Adelfia che, tra frutta e verdura di stagione, prelibatezze da gustare e oggetti di artigianato locale, diventa anche occasione per promuovere cinema e letteratura. Uno di questi appuntamenti si è svolto ieri, venerdì 13 settembre, in cui l’APS Tipica Adelfia ha unito all’offerta dei prodotti di agricoltori e artigiani, la proiezione del cortometraggio “Ferocia”, diretto da Maria Pia Ferrante, Carlo De Santis e Nunzio Santoro, e la presentazione del libro “Oltre l’incubo” di Beppe De Giglio.
“Ferocia” è una breve pellicola ispirata liberamente a “La rabbia e l’orgoglio”, una raccolta di scritti che Oriana Fallaci pubblicò nel 2001, legata alla strage all’attentato delle Torri Gemelle, a New York. Maria Pia Ferrante, autrice e regista del cortometraggio, ha spiegato: “Il cortometraggio era nato come prodotto che avesse come tema la transustanziazione della bellezza a ogni costo. In seguito, con gli altri due registi, abbiamo pensato che il protagonista potesse essere un terrorista. In realtà è lo spettatore a decidere se il personaggio sarà vittima o carnefice. Un po’ quello che accade a tutti noi nella quotidianità: oggi siamo buoni, domani meno, dopodomani cattivi, per poi pentirci di ciò che abbiamo fatto”. Il cinema, come ha affermato Ferrante, è in questo caso anche un modo per ricordare le vittime delle stragi degli ultimi anni e per sensibilizzare il pubblico sul tema del terrorismo.
Un libro che strizza l’occhio al cinema è il noir di Beppe De Giglio, “Oltre l’incubo”. L’autore ha raccontato parte della genesi dell’opera attraverso la lettura e le domande dell’avvocato Saverio Fragassi, con il sottofondo della chitarra di Francesco Monteleone. La narrazione è ispirata al film “Angel Heart”, con Robert De Niro che recita la frase: “Sa cosa dicono? Che nel mondo non c’è sufficiente religione per far sì che gli uomini si amino ma abbastanza per far sì che si odino”. Da qui si sviluppa la trama del romanzo, incentrata sulla religione e sul suo riflesso nella società.
“Chiacchr e Frutt”, ci spiega il presidente dell’APS Tipica Adelfia, Emanuele Derobertis, “nasce perché Adelfia è una terra dove si coltiva l’uva. Quando si va in campagna c’è una frase tipica che viene ripetuta dagli agricoltori che è proprio ‘chiacchr e frutt’ per far riferimento alla produttività, alla concretezza: significa dare seguito alla chiacchiera lavorando nei filari dei vigneti. Noi dell’associazione volevamo sintetizzare in questa frase un mercatino tipico organizzato da Tipica Adelfia, chiudere il cerchio con l’idea di una nuova tipologia di convivialità in uno spazio recuperato e restituito ai cittadini”.
Tra i prossimi appuntamenti con “Chiacchr e Frutt”, come ha anticipato Maria Pia Ferrante, anche vicepresidente dell’APS, ci sarà la presentazione del monologo tratto dalla pièce teatrale “Capagrò” di Nico Sciacqua, il 28 settembre. Altri eventi sono previsti fino a fine ottobre, per poi ripartire con i mercatini di Natale.












