Fabbro, ciabattino, fornaio, pescivendolo, zuccatore, trappitaro, pastore, paretaro, traviniere, falegname, olivicoltore, vendemmiatore, monnatore e tanti altri. Sono gli antichi mestieri, quelli che conservano e tramandano i segreti di professioni che si perdono nella notte dei tempi. Quelli che spesso si sente dire “non li vuole fare più nessuno”. A San Marzano di San Giuseppe, in provincia di Taranto, questi mestieri diventano i protagonisti di murales in giro per la città.
Nel comune tarantino sanno bene come tramandare e proteggere le tradizioni visto che è l’unico della zona tra i paesi fondati o rifondati da albanesi ad aver mantenuto non solo la lingua albanese pre-ottomana (Gluha Arbëreshe) ma anche alcuni usi e costumi del paese di origine.
San Marzano ha infatti deciso di ricordare e rendere omaggio a questi antichi mestieri con oltre 30 murales conquistando un record originale della città pugliese con più murale riguardanti gli antichi mestieri e si collocano tra le prime 17 località italiane con più murales in compagnia di un’altra pugliese come Grottaglie ma anche Diamante, Dozza e Orgosolo.
Nel piccolo borgo tarantino si possono ammirare oltre trenta grandi opere sparse in diversi punti del paese. Sono opere d’arte realizzate interamente a pennello. La particolarità è quella che ogni murales è stato realizzato nel punto dove sorgeva l’attività ripresa nel dipinto a muro. Personaggi che avevano vecchie botteghe, oggi scomparsi.
Gli artisti autori delle 30 opere sono Antonio e Mimmo di San Marzano. Hanno voluto ricordare i lavori e personaggi che hanno fatto la storia.











