La Puglia nonostante tutto riesce a combattere bene la crisi: turismo e commercio risultano essere i settori più interessanti, non mancano tanti nuovi progetti di giovani pugliesi che con coraggio riescono a mettere in piedi una start up efficace e efficiente.
Tiene bene anche il comparto agroalimentare ed in particolare quello ittico, infatti una giusta valorizzazione del pesce pescato ed allevato inizia a dare ottimi frutti, in Puglia la lavorazione del pesce e la promozione dei prodotti ittici ha un ottimo rapporto qualità-prezzo a tutto vantaggio del consumatori. Le importazioni di pescato pugliese riescono ad arrivare in tutta Europa a prezzi veramente competitivi.
E se il comparto ittico si può dire soddisfatto anche olivicoltura non va male anzi, nonostante il dramma xylella l’ottima promozione dell’Expo 2015 ha salvato l’Olio exgravergine di olive di Puglia” che a breve diventerà IPG, un prodotto unico capace di far risplendere la scarsa economia pugliese, ben 375mila ettari coltivati ad olive, di cui il 15% delle aree coltivate ad olivo in modo biologico, riescono oggi ad essere un valore aggiunto dell’estremo sud est di Italia. Le coltivazioni di olive si tra dividono Bari 27%, Lecce 25%, Brindisi 17%, Foggia 13%, Taranto 9% e Barletta-Andria- Trani 9%, ma c’è anche da sottolineare che esistono già almeno 5 aree di produzione DOP situate a Brindisi (Collina di Brindisi), Foggia (Dauno), Bari (Terra di Bari), Lecce, Taranto e Brindisi (Terre d’Otranto), Taranto (Terre Tarantine) che han reso famoso l’olio pugliese in Europa.
In un contesto simile però c’è tanto da migliorare, possono essere previste migliorie nel comparto turistico che ad oggi è uno dei migliori del Bel Paese, ma anche nel comparto agricolo ed ittico c’è tanto da fare. Ottenere il meglio è possibile grazie all’attento studio dei Big Data, con i quali sarà possibile avere ottimi risultati anche in Puglia. I Big Data sono raccolte dati estese, effettuate, gestite ed analizzate grazie alla tecnologia contemporanea. Possiamo vedere un esempio della potenzialità dei Big Data analizzando l’infografica pubblicata su www.vouchercloud.com/risorse/big-data-infografica dal sito vouchercloud. Ad oggi sono dati che studiano ed analizzano il mercato riuscendo a carpire esattamente i desideri del consumatore.
Per quanto riguarda il comparto turistico ad esempio, i Big Data in Puglia possono essere in grado di offrire spunti di fidelizzazione per chi utilizza i voli o i treni, ma ad esempio è possibile sfruttare spunti come quelli che potrebbero essere rielaborati dai bed and breakfast orientati ad un settore più ecologico. Ad oggi infatti il turismo ha diverse nicchie tra cui spicca quella ecologica: strutture completamente ecocompatibili.
Interessanti poi sono i dati legati al consumo e all’impatto ambientale della produzione, ma sempre attraverso l’analisi dei Big Data è possibile riscontrare il gradimento dei prodotti e magari persino pensare alla creazione di indonei sconti per chi predilige il made in Puglia. I Big Data naturalmente possono però essere utili in tantissimi altri comparti, e se studiati attentamente possono diventare importanti spunti anche per nuove imprese.
La Puglia e tutto il suo territorio possono giovare degli studi relativi ai Big Data, e quindi conoscere i comportamenti e le abitudini dei consumatori pugliesi e non, così da dare una nuova spinta all’economia immettendo sul mercato proprio ciò che la gente cerca.













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