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Grano di origine incerta? Granoro rassicura i suoi clienti. Con “Dedicato” solo grano pugliese

Origine del grano, composizione dello stesso e sicurezza delle materie prime utilizzate nella filiera di produzione della pasta. In questi giorni sul web sono state diffuse notizie che le aziende interessate sostengono infondate, false ed allarmistiche. Probabilmente anche volute da chissà chi e gestite sfruttando la viralità e l’imponderatezza e l’incontrollabilità della rete e dei social network. E preannunciano azioni per tutelare la propria immagine, al tempo stesso rassicurando i propri clienti su una filiera certificata, garantita, trasparente e tracciabile.

“Possiamo assicurare con la massima serenità che il grano utilizzato nella produzione della Pasta Granoro Dedicato 100% Puglia è ottenuto da filiera costituita da operatori esclusivamente pugliesi”.

E’ quanto affermano con forza il Pastificio Granoro,  la Cooperativa Fracoltivatori di Apricena e  il Molino De Vita di Casalnuovo Monterotaro.

Tale produzione è interamente controllata dall’origine fino alla trasformazione e quindi “certificata” da uno dei più prestigiosi Enti internazionali in materia, assolutamente terzo ed indipendente.

Arriva in questi termini, dunque, la risposta del pastificio pugliese e dei produttori di grano in risposta all’articolo dello scorso 26 febbraio pubblicato dall’Associazione GranoSalus.

E poi l’azienda coratina precisa.

“Il grano pugliese utilizzato è altamente selezionato e difficilmente se ne può reperire di migliore sul mercato, sia da un punto di vista qualitativo che della salubrità; la pasta “Dedicato 100% Puglia” risponde perfettamente a quanto dichiarato, essendo ottenuta da grano non solo italianissimo, ma in particolare pugliese e pertanto si contesta l’insinuazione contenuta nell’articolo secondo la quale sarebbe stata miscelata anche semola di grano estero con quello pugliese (ricordiamo che nella filiera Dedicato operano circa 140 aziende agricole pugliesi, oltre alla su citata Cooperativa, tutte puntualmente controllate dall’Ente di certificazione); sussistono dubbi sui metodi sia di campionamento che di analisi adottati, come  recenti studi scientifici internazionali hanno affermato”.

Poi sottolinea. “Non è escluso che tracce delle sostanze citate possano trovarsi in grani italiani e pugliesi (il glifosato non è attualmente vietato in tutta la UE: vedi Regolamento UE 2016/1056 del 29/06/16, Regolamento UE di esecuzione 2016/1313 del 01/08/16 e relativi atti e decreti ministeriali collegati e conseguenti)”.

Ed ancora. “L’articolo di GranoSalus (con altre finalità) costituisce quindi solo una pura e gratuita diffamazione nei nostri confronti. Granoro, insieme agli altri soggetti chiamati in causa, tutelerà la propria immagine, la propria onorabilità e quella degli operatori della Filiera 100% Puglia nelle sedi opportune e sono in corso di redazione atti di smentita e recisa nostra contestazione”.

 

Anche la Aidepi (Associazione delle Industrie e della Pasta Italiane) in un suo comunicato manifesta “il suo stupore e disappunto di fronte all’ennesima azione denigratoria verso la pasta e i produttori italiani che nasce sulla rete con la sola finalità di creare allarmismo e disinformazione”.

“La pasta italiana è sicura. Far credere – dicono dalla Aidepi – che aver individuato tracce di residui ben al di sotto dei limiti di legge costituisca di per sé un problema per la salute è irresponsabile.  Solo considerando il glifosato, nella misura trovata dalle analisi di Grano Salus, non sarebbe possibile superare i limiti di sicurezza stabiliti dalle autorità sanitarie neppure mangiando 300 kg di pasta al giorno: oltre 20 volte la pasta che consumiamo in media in un anno. Esistono leggi a tutela dei cittadini e le analisi si dovrebbero fare per scoprire chi supera i limiti imposti dalle legge, non per fare un processo mediatico a chi invece produce nel pieno rispetto delle norme. L’EFSA stabilisce limiti precauzionali molto restrittivi, addirittura 100 volte inferiori al livello più basso al di sotto del quale non si hanno riscontri di effetti negativi”.

E poi ancora.

“Ma tutta l’operazione di Grano Salus è diffamatoria e crea disinformazione: la presenza di fitofarmaci, tossine e metalli pesanti non è un marker di provenienza geografica e non è escluso che tracce delle sostanze citate possano trovarsi in grani italiani e del Sud Italia. Ed è inaccettabile insinuare che l’industria della pasta italiana miscelerebbe grani fuorilegge con grani a norma. Lo proibisce la legge europea, cui tutti i produttori italiani di pasta si attengono, lo impone la tradizione centenaria dei migliori pastai del mondo”.

Aidepi, infine, ha preannunciato di voler agire in tutte le sedi per tutelare la propria immagine ed il proprio operato.

La stessa cosa vale anche per la Granoro, che ha dato e darà corso alla tutela legale e giudiziaria della propria immagine nei confronti di Enti, Associazioni, Siti Web e Testate Giornalistiche che hanno diffuso e/o diffonderanno informazioni del tutto false, infondate, fuorvianti e diffamatorie “in relazione alle presunte sostanze contenute nella nostra pasta, con particolare riferimento alla Linea Dedicato 100% Puglia”.

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Roberto Mastrangelo
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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