Anche Foggia ha contribuito al successo della manifestazione nazionale #svegliatitalia, organizzata da Arcigay, Arcilesbica, Agedo, Famiglie Arcobaleno e Mit per sostenere l’approvazione del disegno di legge Cirinnà che regola le unioni civili tra persone dello stesso sesso e che arriva in Senato il 28 gennaio prossimo.
Un milione di partecipanti in 100 piazze, adesioni spontanee anche da Boston, Londra, Dublino, Vienna, Berlino, Monaco e Bruxelles.
La manifestazione di Foggia ha mandato in tilt l’isola pedonale di Corso Vittorio Emanuele II, dalle 17 alle 20 la piazza è stata gremitissima e partecipata. Nonostante il freddo, le foggiane e i foggiani sono scesi in piazza all’invito di Arcigay Foggia “Le Bigotte” e Agedo “Gabriele Scalfarotto”.
In piazza anche quasi tutte le associazioni cittadine: l’Associazione Radicale Maria Teresa Di Lascia, Link, Uds, Sism, Libera, Amnesty, Emergency, Changes, Giovani Democratici, Donne In rete, Mammeonline, La Merlettaia, Stop TTIP e molte altre. L’unica rappresentante delle istituzioni locali presente in piazza è stata la Consigliera di Parità della Provincia di Foggia, Antonietta Colasanto che da tempo cura un tavolo tecnico contro le discriminazioni a Palazzo Dogana assieme alle associazioni.
Alle 18.30 tutte le persone presenti hanno puntato le loro sveglie e le hanno fatte suonare all’unisono: un gesto formale per chiedere al legislatore di tutelare le coppie samesex.
I dirigenti di Arcigay Foggia, a consuntivo della manifestazione, si sono detti “pienamente soddisfatti per la riuscita della serata. L’onda lunga del Puglia Pride, ospitato in città lo scorso 4 luglio, è ancora viva. La nostra città, come tutta la nazione è pronta al cambiamento”.
“Come diciamo sempre – proseguono – insieme siamo più forti, in piazza siamo stati tantissimi e ora siamo ancora più motivati a difendere il cammino di questa legge, continueremo a difendere l’amore, sempre, ovunque. Tutti i manifestanti portano a casa un bagaglio di informazioni importanti sul disegno di legge Cirinnà, hanno ascoltato la storia di Lilli e Teresa, una storia d’amore esemplare: 23 anni di vita insieme e un lieto fine mancato, un epilogo triste, un esempio di come la mancanza di diritti colpisca coppie che vivono a due passi da noi”.












