La Corte di Cassazione ha espresso parere favorevole al referendum sull’articolo 38 della legge ‘Sblocca Italia’ e sull’articolo 35 del decreto Sviluppo dopo la richiesta pervenuta da dieci Consigli Regionali. E’ il primo passo verso il “si” definitivo della Corte Costituzionale a decidere, con una pronuncia prevista tra gennaio ed aprile.
Il 30 settembre scorso, infatti, i rappresentanti dei Consigli regionali di dieci Regioni – Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna, Abruzzo, Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise – hanno depositato in Cassazione sei quesiti referendari contro le trivellazioni entro le 12 miglia e sul territorio.
Il presidente del Consiglio Regionale Mario Loizzo, ha così commentato: “Il primo scoglio è superato, era il più agevole visti i precedenti relativi alle due proposte referendarie della Puglia sui tribunali minori, respinte successivamente dalla Consulta nel gennaio 2014 e 2015. Ora resta appunto l’esame di merito della Corte Costituzionale, ma attendiamo l’esito con fiducia, ribadendo che l’iniziativa referendaria è una mano tesa al Governo nazionale, perché si apra un dialogo sull’intera questione degli idrocarburi sottomarini, che un movimento istituzionale e sociale chiede restino in mare, a tutela delle coste, del territorio e dell’economia delle nostre regioni marinare”.
“Con il via libera da parte della Corte di Cassazione ai quesiti referendari sull’articolo 38 della legge Sblocca Italia e sull’articolo 35 del decreto Sviluppo, superiamo il primo step del referendum sulle trivellazioni in mare, proposto com’è noto da dieci consigli regionali. Adesso ci aspettiamo il via libera definitivo dalla Corte Costituzionale, ma ci aspettiamo anche, e forse soprattutto, un possibile ripensamento da parte del governo e dell’intera politica nazionale, in modo da poter destinare altrove le risorse finanziarie per il referendum stesso”. E’ quanto afferma il vicepresidente del Consiglio della Regione Puglia, Peppino Longo.











