Il pensiero è la base per la costruzione di una realtà. A prevedere esso è l’intuizione. Grandi ingegni hanno previsto scoperte sensazionali del futuro, è il caso di Leonardo da Vinci ma non solo.
Ma la pandemia e le sue conseguenze sono state previste? Dispiace dirlo, sembra proprio di sì. Certo non si poteva prevedere quale virus, ma l’eventualità sì.
Da Foreign Affairs Luglio/agosto 2005. “Prepararsi alla prossima pandemia” di Michael Osterholm – direttore del Centro per la ricerca e la gestione delle malattie infettive – Ufficio affari esteri, USA. La pandemia si pensava che dovesse essere causata dal virus H5N1, ma gli scenari in cui si sarebbe trovato il mondo sono pressoché gli stessi.
“Si deciderebbe di chiudere i confini almeno in alcuni Stati”. “L’economia sarebbe in ginocchio”. “Ogni nazione dovrebbe prevedere un piano di sopravvivenza solo con le proprie risorse per 12-36 mesi”. “ Sia i settori privati che pubblici dovrebbero identificare dei referenti interni cui rivolgersi per soddisfare di beni di prima necessità”. “Le attività che implicano uno stretto rapporto umano come scuole, i teatri e i ristoranti sarebbero chiusi”. “In proiezione tutto l’equipaggiamento medico degli ospedali potrebbe essere insufficiente entro qualche giorno dallo scoppio della pandemia”.
“Ci sarà bisogno di un enorme quantità di assistenza medica”. “I medici si ammaleranno e moriranno come chiunque altro, anzi probabilmente in percentuale maggiore se non avranno la possibilità di usufruire di equipaggiamento di protezione”.
Cita ancora il documento che la pandemia era prevista da allora a un anno o a dieci anni.
Il documento parla di tale virus come quello che si trasmette da uomo a uomo. È trasmesso dagli animali, ma non dà malattia a questi. In questo caso pensato si presumeva l’aviaria.
Ciò che avviene di curioso è che è importante sapere, è che sono dettati dalla natura questi processi influenzali ed è interessante conoscere il processo.
“Una volta che si trova nelle cellule del polmone di un mammifero, il virus può subire un ´ riassortimento genetico ´ con un virus diverso (per esempio quello dell’influenza umana) ”. “Non essendo mai circolata fino a quel momento, questa versione del virus troverebbe degli ospiti impreparati dal punto di vista immunitario. E questa è la causa di una pandemia”.
Le tesi complottistiche su Donald Trump devono sapere che il presidente non ha fatto altro che non rispondere alle provocazioni che gli sono state fatte fino ad oggi. Ai desideri di alimentare potenziali focolai di guerra o motivazioni che avrebbero potuto scatenarle, nelle sue potenzialità umane non hanno fatto altro che tendere una mano (ricordiamo quella tesa al presidente nord coreano).
Questo è detto, perché è importante un clima sereno, ignorare una provocazione equivale a far spegnere quel fuoco da solo per non far si che divampi.
di Maddalena Coviello












