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Puglia, a cosa servono i bandi per le short list se poi si nominano gli amici in via fiduciaria?

A cosa serve fare un bando per una short list per alcuni incarichi da conferire in seno all’organizzazione regionale se poi gli stessi incarichi vengono affidati per chiamata fiduciaria diretta?

Se lo chiedono i consiglieri regionali di Forza Italia Stefano Lacatena, Giandiego Gatta e Paride Mazzotta.

“Si stabilisce che la scelta dei componenti di un organismo regionale avvenga tramite short list, con tanto di requisiti, e poi invece si opta per una selezione fiduciaria di persone che non posseggono i titoli richiesti dall’avviso pubblico: chiediamo formalmente spiegazioni alla Giunta regionale sullo “strano” caso del vicepresidente del Sepac, il comitato per le aree di crisi della Regione. Si tratta del fratello di un noto esponente del Partito Democratico (Franco Lacarra, n.d.r.), già componente dell’organismo in questione”.

E poi i consiglieri spiegano: “Facciamo un passo indietro sul caso denunciato stamattina dalla stampa. Lo scorso novembre è stato pubblicato l’avviso pubblico per compilare la short list: tra i requisiti per la nomina c’è il possesso di laurea specialistica o magistrale secondo il vecchio ordinamento. Bene, così 35 persone si candidano per il posto, ma il nome del “futuro nominato” non c’è e la ragione è molto semplice: non essendo in possesso del titolo di laurea, non avrebbe potuto far parte della rosa. La Giunta regionale, allora, che fa? Il 15 febbraio, a firma del presidente Emiliano, sforna la delibera di nomina del fratello del suo compagno di partito che non aveva nemmeno partecipato alla short list per carenza di titoli. Ora, il punto è il seguente: a che pro, allora, scomodare professionisti per la compilazione di una lista che si sapeva già che non sarebbe stata utilizzata perché “c’era” da nominare qualcuno già individuato? Una presa in giro per coloro che si sono fatti avanti, vantando magari “solo” il proprio curriculum, ma nessuna parentela “eccellente”. Su questo chiediamo spiegazioni puntuali: scarseggiano trasparenza e igiene politica”.

E sulla stessa lunghezza d’onda anche le riflessioni di Antonella Laricchia (M5S).

“Chiediamo chiarezza su quanto abbiamo letto oggi in merito alla nomina a vicepresidente del Sepac del rag. Franco Lacarra,  fratello del deputato del PD e segretario regionale del partito Marco, che non avrebbe neanche partecipato al bando pubblicato per la selezione per ricoprire questo incarico. Presenterò un’interrogazione indirizzata al presidente Emiliano per capire come stanno le cose, anche per rispetto di chi a quel bando aveva partecipato ed è stato regolarmente inserito nella short list in seguito all’avviso pubblicato lo scorso novembre”.

“L’avviso pubblico di novembre scorso – continua Laricchia – istituiva una short list i cui componenti avrebbe dovuto avere come requisito il titolo di laurea, che il rag. Lacarra non possiede, tant’è che non aveva neanche presentato la propria candidatura. Già nel 2018 avevamo sollevato dubbi sull’opportunità di affidare allo stesso funzionario, già responsabile del centro per l’impiego di Bari, l’incarico saltuario nel comitato Sepac da svolgere in orari extra lavorativi. All’epoca il fratello Marco era consigliere regionale in quota maggioranza Emiliano ed era candidato alla Camera. Nell’interrogazione chiederò di chiarire subito la vicenda pubblicamente per fugare qualsiasi dubbio sull’opportunità e la legittimità di questa nomina”.

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Redazione
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