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A Bari la voce degli agricoltori che protestano: oltre tremila gilet arancioni in piazza

Da tutta la Puglia con i trattori a Bari con i gilet arancioni per manifestare e chiedere “interventi seri e concreti da parte del governo e della regione per il rilancio dell’agricoltura“.

Imprenditori, agricoltori, ma anche sindaci e rappresentanti locali per una manifestazione trasversale alla politica e che vuole mettere Governo e Regione Puglia di fronte alla dura realtà di un settore importante e strategico per tutta l’economia pugliese come quello agricolo.

Xylella, eradicazioni, crisi del settore, un mercato asfittico, i ritardi negli aiuti per le calamità naturali. Gli agricoltori pugliesi si sono mossi per una giornata di manifestazione e di protesta che questa mattina ha di fatto bloccato la città di Bari in numerosi punti.

I manifestanti, infatti, si sono ritrovati in oltre tremila nel piazzale dello stadio San Nicola con 150 trattori per sfilare nel centro del capoluogo pugliese fino a piazza Prefettura, in cui si è radunata buona parte della protesta attorno alle 9.30.

Sono oltre tremila gli agricoltori pugliesi che con i loro trattori hanno riempito, questa mattina, piazza Prefettura, a Bari, colorandola di arancione, il colore della protesta contro il governo nazionale e la Regione Puglia.

“Sarebbe un grandissimo segnale di cambiamento se il Ministro venisse a Bari non a parlare con una delegazione dei gilet arancioni o col portavoce, ma con tutti gli agricoltori. In alternativa siamo pronti ad incontrarlo insieme a tutte le altre delegazioni che riterrà di invitare ma in una data diversa da quella di domani”.

Così Onofrio Spagnoletti Zeuli, portavoce dei Gilet Arancioni, rinuncia all’incontro convocato dal Ministro per domani a Roma, all’indomani del grande successo del
presidio di Bari.

I Gilet Arancioni chiedono il riconoscimento dello stato di calamità dopo le gelate di febbraio 2018, interventi mirati e decisi contro la xylella, seguendo la scienza e non i santoni, e lo sblocco delle risorse del Psr impantanato tra mille rivoli burocratici.

“Qui ci sono oltre tremila persone, uomini e donne della terra, che si sono uniti spogliandosi di qualsiasi identità e sposando solo la causa della terra – ha continuato Spagnoletti Zeuli -. Noi ringraziamo il Ministro Centinaio per averci invitato domani a Roma, ma non parteciperemo all’incontro perché non intendiamo prestare il fianco a chi organizza, guarda caso proprio domani, un’altra sceneggiata dopo quella del 31 dicembre sotto la Regione Puglia, stavolta proprio sotto il Ministero luogo dell’incontro, per prendersi meriti che proprio non ci sono e per issare ancora una volta la bandiera dell’arroganza alla faccia dei problemi veri degli agricoltori e degli Olivicoltori pugliesi”. “Per tutti noi vengono prima e sopra ogni cosa i problemi degli agricoltori, poi le bandiere e le sigle”, ha concluso Spagnoletti Zeuli.

Accanto a i gilet arancioni, scortati nel percorso dalle forze dell’ordine, si sono schierati l’Agci, l’Associazione frantoiani di Puglia, Cia, Confagricoltura,  Confcooperative, Copagri, Italia olivicola, Legacoop, Movimento nazionale agricoltura, Unapol, Liberi agricoltori, ma anche i sindacati Cgil, Cisl e Uil. Sostegno al movimento è arrivato dall’associazione nazionale dei comuni italiani, dall’ordine degli agronomi e dal collegio regionale dei periti agrari.

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Redazione
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