Le verità di un arbitro. Scomodo. Claudio Gavillucci, dismesso dalla serie A nell’estate del 2018 e finito ad arbitrare nei campetti di provincia, dopo essere stato tra i primi a sospendere una partita per cori razzisti, nello specifico Sampdoria – Napoli. Nel libro “L’uomo nero”, scritto insieme a Manuela D’Alessandro e Antonietta Ferrante, pubblicato d Chiarelettere, propone uno spaccato del dorato mondo del pallone dal suo punto di vista privilegiato. La giacchetta nera ripropone la sua vicenda personale, provando anche a rispondere alle tante domande che ogni tifoso o appassionato di calcio si pone.
L’autore, grazie all’esperienza maturata sul campo, risponde a molteplici domande: esiste una sudditanza psicologica rispetto ai club più blasonati? Quanto incidono i media sulle valutazioni dei direttori di gara? Quanto guadagnano gli arbitri? Che contratti e che tutele hanno? Sono davvero indipendenti? Che cosa ha prodotto l’introduzione del Var?
Gavillucci risponde a questi e altri interrogativi conducendo il lettore nelle segrete stanze di una realtà che fa dell’assoluta riservatezza la sua bandiera.
Gavillucci, documenti alla mano, mette in discussione il “sistema”. La sua è una testimonianza forte, appassionata, mai scontata. Il libro costituisce un vero e proprio viaggio nel mondo degli arbitri, reso possibile anche grazie alla pubblicazione di documenti inediti e rivelatori.




















