Inaugurata oggi al Parco Gargasole, nell’ex caserma Rossani, la prima madia sociale pugliese, antico strumento utilizzato dalle nostre nonne per impastare il pane. A presentare l’utilizzo di questo antico strumento di panificazione ci ha pensato Franziska Chef, nome d’arte di Francesca Mola, esperta in gastronomia orticola, cucina etnobotanica, creativa, storica e devozionale. La madia sociale verrà utilizzata con lo scopo di divulgare antiche conoscenze, tecniche e storie inedite di lavorazione del pane, preservando i valori di comunità, venuti meno soprattutto in questo periodo di distanziamento sociale.
La madia, nella sua forma originaria, consentiva in passato di ottenere in poco tempo un impasto fragrante realizzato con ingredienti genuini. Lo strumento rappresentava anche un momento di gioia e di raccoglimento per la famiglia, e non solo, in cui a parlare erano i gesti, i silenzi e le antiche curiosità e storie che venivano raccontate.
“È la prima volta che viene messa in pubblico non solo in Puglia, ma in tutta Italia una madia sociale- dichiara Franzisca Chef – un tesoro che permetterà a più persone di capire cosa significhi fare il pane con tante mani. Ho voluto fortemente la madia qui al Parco Gargasole, insieme al forno sociale per portare avanti questo lavoro tramandato dalle nostre nonne. La caratteristica di questa madia permette di girare bene l’impasto e farlo riposare, ottenendo in poco tempo un ottimo pane di qualità”
La madia sociale verrà messa a disposizione, tramite laboratori pratici, sia per le scuole sia per gli adulti che vorranno partecipare .“La madia consentirà di trasferire ciò che mi è stato donato dalla mia famiglia, che ha sempre voluto portare avanti questa tecnica di panificazione, così come gli ingredienti d’eccellenza della nostra terra. Il mezzo in sé oggi rappresenta la socialità, il punto d’incontro per acquisire note antiche da poter insegnare ai ragazzi che frequenteranno il parco gargasole e i nostri laboratori con la scuola. Lo strumento sociale consente con niente di tirare fuori tanto pane per la famiglia così anche per valorizzare i gesti semplici come, ad esempio, il movimento delicato delle mani nella farina”.












