Brano ironico, dal ritmo serrato e ballabile con sonorità electro pop, “A casa tutto ok” dei MoTs è disponibile in radio e su tutte le piattaforme digital. Nata durante il primo lockdown, questa canzone descrive l’atteggiamento di un personaggio che non si preoccupa più di tanto di quello che succede intorno a se neanche in questo difficile periodo storico, e riesce a condurre una vita totalmente al di fuori della realtà, ma che, per forza di cose, finisce col trovarsi costretto a dovere chiedere aiuto.
Iniziamo con l’origine del vostro nome. Come è nato “MoTs”?
Mots è un acronimo che unisce le sigle delle nostre città di residenza che sono Modena per Nichel e Trieste per Hosea. Il nome esteso del nostro duo sarebbe MoTs ModenaTrieste ovviamente per praticità utilizziamo MoTs. Ci piaceva l’idea di ripercorrere l’idea di band più “datate” che usavano nomi di luoghi per nominare i propri gruppi, tipo gli America, i Chicago o i Boston.
“A casa tutto ok” è il titolo del vostro nuovo brano. Un titolo decisamente evocativo del momento storico che stiamo vivendo. Qual è il suo messaggio?
Il nostro intento era quello di far riflettere su un aspetto che abbiamo sperimentato molto chiaramente nell’ultimo anno, cioè il fatto che la società contemporanea sia così strettamente interconnessa da subire o causare le ripercussioni di certi eventi anche tra luoghi apparentemente lontani tra loro. Se il resto del mondo ha dei problemi, presto o tardi, neanche a casa nostra sarà tutto ok.
La cover-art di “A casa tutto ok” è molto bella. Come mai la scelta di uno skylineche sembrerebbe New York?
Effettivamente si tratta di New York ma in realtà simboleggia una metropoli qualsiasi. Trovavamo suggestivo che quella miriade di finestre suggerisse la presenza di tante vite, tutte apparentemente isolate ma in realtà accomunate dagli stessi problemi. Però volevamo evitare di dare una prospettiva troppo avvilente di quell’immagine, e di tutte quelle che mostriamo nel video, per questo ci sembrava importante inserire l’alba a simboleggiare il concetto di una possibile rinascita.

Il brano ha un ritmo serrato e ballabile con sonorità electro pop. Anche i vostri prossimi lavori avranno questo mood o ci dobbiamo aspettare nuove sperimentazioni?
Ci piace l’idea di proporre musica che abbia un minimo di “tiro”, quindi per i prossimi brani aspettatevi buoni ritmi, ma non disdegneremo brani più meditativi. Il denominatore comune sarà sicuramente l’elettronica e la ricerca di suoni (anche anni 80 forse un po dimenticati) che possano dare uno stile MoTs che stiamo ricercando
Con quale artista della nuova e della vecchia generazione vi piacerebbe fare una collaborazione?
Pensando davvero in grande a qualcuno che ammiriamo, che sentiamo vicino al nostro mondo e che probabilmente ci ha anche ispirati, sicuramente ci viene in mente Howard Jones, un super tastierista che ha avuto il suo maggior successo negli anni 80, ma, restando in Italia e sempre appartenente alla vecchia generazione, anche Garbo è un’artista che apprezziamo particolarmente per lo stile e il gusto internazionali. Per quanto riguarda la nuova generazione invece troveremmo particolarmente prezioso inserire in un nostro pezzo uno special rappato, scritto e cantato da Willie Peyote. Un autore con uno sguardo acuto sull’attualità e capace di metterlo in musica in modo ironico, tagliente e assolutamente puntuale.
Qualche spoiler di progetti futuri? Magari vi vedremo in qualche live, o un EP
Il nostro futuro prevede intanto la registrazione di un intero album di undici brani. Attualmente siamo in studio di registrazione. I brani vengono registrati a Trieste alla “Casetta gialla studio’s” di Cristiano Norbedo, il nostro produttore. Per adesso, causa la nostra distanza, i live potrebbero essere più on line che dal vivo. Ma intanto siamo concentrati sul portare a termine l’album che è un lavoro non da poco.



















